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Quali sono gli effetti del CBD sulla nostra memoria?

È stato dimostrato che il CBD non ha effetti negativi sulla nostra memoria in quanto stimola la neurogenesi, così da limitare i danni cognitivi causati da traumi, disturbi della memoria ed età. 

Purtroppo però, per aspetti legali, in quanto ancora il CBD non è stato del tutto legalizzato, le ricerche cliniche, su larga scala, che servirebbero per confermare con certezza che questa sostanza possa curare o prevenire delle malattie, sono limitate. 

Solo di recente da uno studio effettuato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, si è constatato che il CBD ha rischi quasi pari a zero per la salute.

A differenza del THC che danneggia la memoria a breve termine e le funzioni cognitive di chi la consuma frequentemente, il CBD non ha alcun effetto negativo sulla nostra memoria. 

Studi recenti hanno dimostrato che il CBD esercita una specie di azione diretta sulla capacità di elaborare e ricordare nei mammiferi. 

Da uno studio su delle cavie è anche stato visto che il CBD diminuendo gli effetti gratificanti delle altre sostanze che creano dipendenza, riduce anche i ricordi contestuali e quindi anche il desiderio di fare uso di queste sostanze psicoattive. 

Ma questo studio non ha ancora trovato riscontro sugli esseri umani, in quanto sembrerebbe che il CBD non sortisca alcun effetto sui deficit cognitivi associati all’astinenza, ma semplicemente aiuterebbe a diminuire alcune abitudini di dipendenza da sostanze quali gli oppiacei, il tabacco, la cocaina e persino la cannabis ad alto elevato di THC, in quanto la dipendenza è qualcosa correlata ai ricordi, quelli piacevoli.

Il CBD agisce anche sui ricordi spiacevoli, diversi studi hanno confermato che questa sostanza è in grado di ridurre l’ansia, i sintomi associati allo stress emotivo ed i disturbi della memoria, riuscendo anche a rimuovere ricordi spaventosi o traumatici. 

Per quanto riguarda il declino cognitivo, cioè la perdita di memoria, principale minaccia per le persone che invecchiano, ci sono degli studi e delle prove che dimostrano che il CBD può essere un ottimo alleato per aiutare a migliorare la memoria poiché come detto prima stimola la neurogenesi e di conseguenza riduce il danno causato dal declino cognitivo. 

Fino ad ora abbiamo visto gli effetti del CBD su cervelli con disturbi, ma su un cervello sano allo stato attuale ci sono prove veramente minime sul miglioramento della salute di quest’ultimo. 

È comunque sbagliato continuare ad etichettare la cannabis come una droga che danneggia la memoria, anzi ci sono delle sostanze che questa pianta contiene che hanno un elevato potenziale medico per la cura di malattie collegate al cervello. 

Attualmente solo i danni provocati alla memoria verbale e di lavoro dal THC sono confermati, ma non è ancora chiaro se quest’ultimi siano a lungo termine, cioè permanenti, o siano solo danni passeggeri. 

Sicuramente l’uso pesante e regolare del THC influenza la memoria ma gli ultimi studi hanno visto che questo uso assiduo configura le connessioni neurali, non le interrompe, ma non si sa ancora se questa reazione sia una cosa positiva o negativa.Infine al momento non è ancora chiaro se gli effetti del THC sulla memoria e sulla cognizione possano essere contrastate da specifiche concentrazioni di CBD. 

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