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	<title>cannabis light Archivi - Che maria</title>
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		<title>La legalizzazione del CBD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2020 05:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis light]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questo articolo tratteremo di come si è arrivati alla legalizzazione di alcuni tipi di piante e degli effetti che queste hanno sul nostro corpo.</p>



<p>Per colpa di tanta disinformazione che circola, dovuta anche al proibizionismo ed ai pochi studi scientifici fatti sulla marijuana, in pochi conoscono esattamente i principi attivi presenti all’interno dei fiori e i loro benefici. </p>



<p>La cannabis è una delle piante più misteriose e affascinanti presenti sul globo terrestre, di cui adesso andremo ad approfondire la storia, partendo dalla differenza dei suoi principali principi attivi, il THC e il CBD.</p>



<p>In natura, questi due principi attivi, nella pianta sono contenuti in quantità e proporzioni variabili e questo fa sì che quando vengono assunti abbiano degli effetti diversi sul nostro organismo.&nbsp;</p>



<p>Il THC prende il sopravvento in quanto è contenuto in percentuale maggiore rispetto al CBD, ricordandoci che il primo è un principio attivo psicoattivo, cioè capace di alterare lo stato di coscienza di chi lo assume, il secondo è invece semplicemente uno stimolatore di guarigione.</p>



<p>Attraverso diversi studi, ricerche ed esperimenti si è riusciti a creare, quella che oggi conosciamo come cannabis light, che è diametralmente l’esatto opposto di quello che troviamo in natura, in quanto in questa sostanza la percentuale di CBD è maggiore rispetto al THC.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1978" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>In considerazione che in Italia è illegale acquistare un infiorescenza che abbia una percentuale di THC maggiore dello 0,6%, e che nulla viene detto per quanto riguarda la percentuale di CBD, poiché quest’ultimo non produce alcun tipo di effetto negativo sul nostro corpo, si sa che quando la cannabis rispetta questi parametri viene considerata legale. </p>



<p>Ma facciamo un passo indietro, ripassando un po&#8217; quali sono stati i punti rilevanti della storia della cannabis. </p>



<p>La cannabis esiste e viene utilizzata/consumata praticamente da sempre, già gli imperatori cinesi nel 2727 a.C. ne facevano uso, come anche gli antichi romani e greci.&nbsp;</p>



<p>Nacque, poi un prodotto derivato dalla cannabis, con gli stessi effetti e principi attivi, l’hashish. Iniziò così l&#8217;esportazione di queste piante verso le Americhe, successivamente i colonizzatori spagnoli la importarono in Cile e così via, tanto che il consumo di marijuana fa parte della nostra vita da sempre, e si stima che ad oggi ci sono 150 milioni di persone che la utilizzano.&nbsp;</p>



<p>Nel 1884 però il Papa ne vietò l’utilizzo, ed iniziò così il periodo del proibizionismo ma che come ben si sa non ha avuto l’effetto desiderato, tanto che ad oggi sono tantissime le persone a farne uso in modo illegale.&nbsp;</p>



<p>La cannabis è illegale in tantissimi paesi del mondo a causa degli alti livelli di THC contenuti nella pianta, poichè è questo principio attivo ad alterare i sensi e provocare lo sballo, ma nonostante questo da uno studio è risultato che 14,6 milioni di persone nel 2015 ne avevano fatto utilizzo almeno una volta negli ultimi 12 mesi.&nbsp;<strong></strong></p>



<p>Ad oggi l’unica sostanza che può essere consumata ad uso personale, coltivata e venduta, secondo la leggedi riferimento che regolamenta la vendita e l’uso della cannabis light al CBD, la legge 242/2016, è la cannabis light, poiché contiene un basso contenuto di THC compreso tra lo 0,2% e lo 0,6%.&nbsp;</p>



<p>Per quanto invece riguarda la marijuana con un tasso di THC al di sopra dei limiti consentiti dalla legge si dovrà aspettare ancora prima che questa venga legalizzata, poiché prima si deve sensibilizzare la gente su tutti gli effetti positivi che questa sostanza ha, oltre quelli dell’utilizzo per sballarsi, che è poi uno dei motivi per il quale questo prodotto non viene legalizzato.&nbsp;</p>
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		<title>Il CBD e il dolore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2020 05:26:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis light]]></category>
		<category><![CDATA[cbd]]></category>
		<category><![CDATA[che maria cannabis]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nonostante gli studi riguardo l&#8217;efficacia del CBD come sostanza da utilizzare per contrastare il dolore siano ancora agli albori, è stato scoperto che il CBD interviene in modo indiretto sui recettori del SEC inducendo svariate reazioni.</p>



<p>Il SEC è un sistema biologico presente in tutti esseri umani meglio definito come sistema endocannabinoide; composto da diversi recettori cannabinoidi, estesi su tutto il corpo, dalla spina dorsale, al cervello, al sistema immunitario e così via.</p>



<p>Il SEC fondamentalmente è il sistema che regola la maggior parte delle nostre funzioni fisiologiche come il sonno, l’appetito, il dolore, etc.. .&nbsp;</p>



<p>Il CBD interagendo con il nostro sistema endocannabinoide può alterare la percezione del dolore, poiché è in grado di interrompere l’assorbimento e la decomposizione dell’anandamide, molecola presente nel nostro organismo che svolge la funzione di regolare il dolore.</p>



<p>La medicina sta facendo passi molto in avanti per la cura di diverse patologie, ma purtroppo alcune di queste ancora sono prive di cure realmente efficaci, come ad esempio nel caso dell’artrite e dei reumatismi che sono causa di dolore cronico quotidiano.</p>



<p>I reumatismi sono un insieme di sintomatologie che colpiscono il sistema articolare in toto, che insorgono in maniera acuta e successivamente si possono trasformare in una malattia cronica degenerativa.</p>



<p>L’artrite è una forma reumatica, tra le più diffuse, dove il sintomo più comune è il dolore, ma pochissimi farmaci riescono a contrastarlo senza comunque compromettere l’organismo, ad esempio l’uso prolungato dei FANS (antinfiammatori non steroidei) porta al comunissimo effetto collaterale del reflusso gastro esofageo, inoltre possono insorgere insufficienze cardiache, renali, epatiche, ulcere ed emorragie intestinali.</p>



<p>Per non parlare poi della dipendenza che può insorgere dall’utilizzo prolungato di antidolorifici a composizione oppiacea, considerando anche le conseguenze letali che possono avere quest’ultimi.&nbsp;</p>



<p>Una valida alternativa al trattamento delle forme reumatiche è proprio la Cannabis.</p>



<p>In passato in molte culture, gli estratti di Cannabis erano utilizzati per curare e lenire dolori e infiammazioni articolari, ma al giorno d’oggi per una sorta di “proibizionismo” questo prodotto viene difficilmente usato in campo medico.</p>



<p>Recenti nuovi studi però stanno riportando alla ribalta il riutilizzo di questa sostanza, in particolare del CBD conosciuto per altro per il suo altissimo potere antinfiammatorio.&nbsp;</p>



<p>Dalle ultime somministrazioni effettuate su alcuni pazienti sembrerebbe che la molecola del CBD abbia effetti importanti e positivi nella cura dei dolori cronici e delle infiammazioni, addirittura si è notato che non solo induce un’azione di sollievo ma che è anche in grado di rallentare la progressione degenerativa dell’artrite.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/chemaria_4-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1953" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/chemaria_4-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/chemaria_4-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/chemaria_4-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/chemaria_4-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/chemaria_4-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/chemaria_4-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Che Maria Blog</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading">È stato appurato inoltre che non esiste una migliore varietà di cannabis da assumere, poiché l’effetto è del tutto soggettivo in quanto gli effetti cambiano da individuo ad individuo.</h4>



<p>Alcuni preferiscono la varietà con la combinazione tra il CBD e il THC poiché traggono maggiori benefici dagli effetti psicoattivi del THC che li aiutano a distrarsi, altri preferiscono quelli con concentrazioni basse di THC o quasi nulle soprattutto per l’utilizzo diurno.&nbsp;</p>



<p>Il consiglio che vi possiamo dare è quello di provare le varie combinazione così da capire a quale il vostro organismo reagisce meglio.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, il CBD è abbastanza tollerato dal nostro organismo, non ha quasi effetti collaterali anche nelle somministrazioni per lunghi periodi; l’insorgenza di diarrea o di alterazione temporanea dei valori epatici che possono derivare dalla sua assunzione si verificano quasi sempre come causa di un sovradosaggio.</p>



<p>Una precauzione che va presa, è sicuramente quella di parlare con il medico curante se si stanno assumendo altri farmaci poiché il CBD può alterare l’efficacia di quest’ultimi.&nbsp;</p>



<p>In conclusione, possiamo dire che, chi ad oggi ha fatto uso di questa sostanza, per contrastare il dolore o le malattie degenerative che lo provocano, ha evidenziato come il loro stile di vita sia di gran lunga migliorato.</p>



<p>Considerato questi risultati così promettenti si sta spingendo tantissimo la ricerca medico scientifica ad interessarsi allo studio del CBD, del suo potere infiammatorio e delle tantissime applicazioni che questa molecola può avere in campo medico.&nbsp;</p>
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		<title>CBD, Ansia e Depressione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2020 14:25:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis light]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nostra capacità di regolare e mantenere le emozioni può essere influenzata dai disturbi dell’umore, che sono un insieme di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La nostra capacità di regolare e mantenere le emozioni può essere influenzata dai disturbi dell’umore, che sono un insieme di patologie neurologiche.&nbsp;</p>



<p>Diversi sono disturbi dell’umore, a seconda del grado di alterazione, che può essere eccessivamente alta (mania e ipomania) o troppo bassa (depressione). Ci possono anche essere condizioni in cui c’è un&#8217;alterazione oscillante tra i due estremi (disturbo bipolare).</p>



<p>Quando subentra l’incapacità di regolare l’umore, la qualità della vita si abbassa e si riscontrano anche difficoltà nel svolgere le più semplici attività quotidiane.</p>



<p>Ogni persona di qualsiasi età, sesso, professione indipendentemente dallo stile di vita può essere colpito da questi disturbi, e mai come oggi ognuno di noi conosce qualcuno che soffre di queste patologie.</p>



<p>Le principali cause che possono alterare l’umore possono essere: l’abuso di sostanze, lo stress cronico, un lutto, l&#8217;effetto collaterali di farmaci, i disturbi neurodegenerativi, la predisposizione genetica, un evento passato traumatico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="725" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/chemaria_2-1024x725.jpg" alt="" class="wp-image-1955" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/chemaria_2-1024x725.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/chemaria_2-300x212.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/chemaria_2-768x543.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/chemaria_2-1536x1087.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/chemaria_2-2048x1449.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/chemaria_2-1200x849.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>I più diffusi disturbi dell’umore sono:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Una delle condizioni più gravi che comporta frequenti attacchi d’ansia, sentimenti di euforia e alti livelli di energia è la Mania. Questa sindrome può provocare attacchi di violenza, irritabilità, aggressività e delusioni, queste condizioni causano incoscienza e rischio di infortuni. Per questa patologia il CBD viene utilizzato con molta cautela in quanto c’è il pericolo che peggiori la situazione, tanto che è un caso in cui si consiglia la cura con medici professionisti. Ci sono segnalazioni di persone che hanno riscontrato un miglioramento con l’utilizzo del CBD ma sono veramente pochi rispetto a quelli che invece hanno riportato il peggioramento.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Simile alla mania, ma in forma più lieve, viene riconosciuta come patologia l’Ipomania. Un mix tra mania e depressione che prova periodi piuttosto lunghi di euforia e disinibizione ma mai ai livelli della mania. Il CBD in questo caso viene utilizzato per attenuare gli effetti collaterali dell’ipomania, come l’ansia&nbsp;&nbsp;e l’insonnia, ma come per la mania si prescrive cautela nel suo utilizzo, iniziando a piccole dosi controllando che la patologia non subisca un peggioramento.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>Il più comune disturbo dell’umore, è la Depressione. Ne esistono di vari tipi ma ciò che li accomuna è il livello dell’umore molto basso che poi è causa di diversi altri sintomi quali l’insonnia, la libido bassa, l’affaticamento e il dolore cronico. In questo caso il CBD viene utilizzato per le sue proprietà antinfiammatorie, in particolare nella neuroinfiammazione che è la causa più comune che provoca la depressione. Utile è anche per evitare il danneggiamento dell’ippocampo che è la prima parte del nostro cervello a subire danni nei soggetti depressi.</li></ul>



<ul class="wp-block-list"><li>L’ultimo disturbo provocato dal cambiamento dei livelli di umore in modo estremo è il Disturbo Bipolare. In questa patologia si passa da momenti di profonda depressione a momenti euforici. Per questa patologia ad oggi non esiste una cura e i pochi farmaci utilizzati per attenuare questo disturbo sono poco efficaci. Per quanto riguarda l’uso del CBD per questa patologia, si sa ben poco, in quanto gli studi sono ancora in corso, l’unica cosa certa è che colpisce tutti in modo differente, quindi potrebbe funzionare come potrebbe solo aggravare la situazione. Si consiglia di contattare il proprio medico o psicologo prima di intraprendere anche un qualsiasi tentativo di somministrazione di CBD e comunque sempre in maniera graduale così da poter gestire un eventuale aggravamento del disturbo.</li></ul>



<p>Il CBD quindi con molta cautela può essere utilizzato per la cura di diverse patologie causate dai disturbi dell’umore ma non in tutti.</p>



<p>Ad oggi, in considerazione che gli studi sono ancora in corso per la cura dei disturbi dell’umore con il CBD, l’unica cosa che è data sapere, dagli studi fatti, è che la capacità del CBD di inibire gli enzimi responsabili dell’esaurimento dei nostri endocannabinoidi può alleviare le carenze che si verrebbero a creare così da evitare l’insorgenza dei disturbi dell’umore.</p>
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		<title>Il CBD e la Fame</title>
		<link>https://www.chemaria.it/2020/07/30/il-cbd-e-la-fame/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2020 05:16:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis light]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[marijuana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fame chimica, chi non sa di cosa stiamo parlando ?&#160; Chi almeno una volta ha provato la cannabis ha avvertito</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Fame chimica, chi non sa di cosa stiamo parlando ?&nbsp;</p>



<p>Chi almeno una volta ha provato la cannabis ha avvertito questa sensazione di aumento improvviso dell’appetito.</p>



<p>Ma questo è solo uno dei tanti stereotipi associati alla Cannabis, poiché questo non è del tutto vero in quanto i consumatori più esperti sostengono di avvertire una fame chimica meno intensa di quella delle prime volte di uso di questa sostanza.</p>



<p>È stato anche dimostrato che l’inalazione di qualsiasi tipo, per brevi periodi può ridurre la sensazione di fame.</p>



<p>Aldilà di tutto peró questo sembra essere un fenomeno reale, in quanto i terpeni aromatici presenti all’interno della Cannabis riescono a stimolare il senso dell’olfatto e del gusto.</p>



<p>Erroneamente si pensa che sia il CBD a causare l’aumento della fame ma non è così, il vero responsabile è l’altro eccipiente presente nella Canapa, il THC.</p>



<p>Il THC ha un approccio più diretto ai recettori CB1 che si trovano nelle zone del cervello collegate all’umore e all’appetito, mentre il CBD promuove pìù uno stato di equilibrio all’interno del sistema endocannabinoide.</p>



<p>Ciò che induce la fame è quindi l&#8217;interazione tra i recettori CB1 e il THC, ma ciò non significa che comunque il CBD non influisca completamente sull&#8217;appetito.</p>



<p>Il concetto di appetito è molto sofisticaco poichè unico per ogni individuo, ogni appetito è diverso, motivo per il quale è difficile definire se il CBD influenzi o meno la fame.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_fame2-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-1943" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_fame2-1024x684.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_fame2-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_fame2-768x513.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_fame2-1536x1025.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_fame2-2048x1367.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_fame2-1200x801.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>chemaria_cannabis</figcaption></figure>



<p>Ritornando al fatto che il CBD svolge una funzione di sostentamento dell’equilibrio o meglio definito come stato di omeostasi attraverso il sistema endocannabinoide, succede quindi che il CBD influenza i processi fisici e mentali che si svolgono all’interno del nostro organismo. Se per esempio un individuo è più incline a mangiare quando è depresso, la capacità del CBD di alleviare questa condizione potrebbe influenzare l’appetito facendolo diminuire.&nbsp;</p>



<p>Tutto ciò non perché c’è stato un impatto diretto ma perchè ha interagito alleviando la causa principale che faceva aumentare l’appetito, e quindi se il problema è rientrato anche la fame cesserà e si potrà tornare ad uno stato di equilibrio e corretta nutrizione.</p>



<p>A dosi diverse di assunzioni di CBD avremo anche effetti diversi, sempre perché va ricordato che ogni organismo reagisce in modo diverso a questa sostanza.</p>



<p>Semplicemente si è riscontrato che nel corso del tempo gli effetti generali si verificano quasi per tutti gli utilizzatori anche se con leggere differenze.</p>



<p>Così come per ognuno di noi reagisce in modo diverso quando è affamato ed ha un proprio approccio al cibo.</p>



<p>Non è un singolo fenomeno che influenza il nostro appetito, questo dipende da diversi fattori, dal nostro stato fisico e mentale.&nbsp;</p>



<p>È anche rilevante il tipo di Cannabis che si consuma, in quanto è stato provato che la specie Indica genera più appetito rispetto alla Sativa, ed anche la percentuale di cannabinoidi presenti nelle infiorescenze che fa la differenza.</p>



<p>Da quello che vi abbiamo appena spiegato quindi si può dedurre che il CBD può influenzare indirettamente l’appetito ma non rende direttamente le persone affamate o meno.</p>



<p>Dovremo aspettare altri studi per capire se il ruolo che oggi è stato attribuito a questa sostanza sia quello corretto o se si faranno altre scoperte in merito.&nbsp;</p>
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		<title>Il CBD ed il Sonno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2020 07:58:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis light]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi recenti hanno rivelato che il CBD è un ottimo alleato per combattere il dolore, aumentare la concentrazione e dormire</p>
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<p>Studi recenti hanno rivelato che il CBD è un ottimo alleato per combattere il dolore, aumentare la concentrazione e dormire meglio.&nbsp;</p>



<p>Per lungo tempo la marijuana è stata utilizzata per aiutare le persone con problemi legati al riposo e gli studi più recenti hanno evidenziato come il sistema endocannabinoide giochi un ruolo molto importante nella regolazione del sonno.</p>



<p>Ma facciamo un passo indietro prima di addentrarci sul come la Cannabis agisce sul sonno e quali sono le varietà migliori per contrastare il problema dell’insonnia.</p>



<p>Cos&#8217;è l’insonnia ?</p>



<p>&nbsp;È un&nbsp;disturbo del sonno, spesso legato a patologie più complesse quali la tensione nervose o la depressione.</p>



<p>Difficilmente si presenta come un disturbo isolato, e le persone che ne soffrono tendono ad avere sia difficoltà ad addormentarsi che ad avere un ciclo di sonno continuativo e costante.&nbsp;</p>



<p>Circa il 10% della popolazione soffre o ha sofferto di insonnia e di questi circa il 95% a cui è stata diagnosticata la patologia ha deciso di ricorrere alla prescrizione di farmaci per contrastarla.</p>



<p>Purtroppo però questi farmaci hanno dei spiacevoli effetti indesiderati e duraturi, come la prolungata sonnolenza durante le ore di veglia, e in alcuni casi molto estremi il rischio di morte, motivo per il quale molte persone hanno deciso di sostituire i farmaci con la CBD.</p>



<p>Ma come questa sostanza può agevolare a contrastare questo problema ?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="741" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_sonno22-1024x741.jpg" alt="" class="wp-image-1941" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_sonno22-1024x741.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_sonno22-300x217.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_sonno22-768x555.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_sonno22-1536x1111.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_sonno22-2048x1481.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_sonno22-1200x868.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Come agisce ?</p>



<p>Il CBD interagendo con il sistema endocannabinoide, sui recettori, stimolandoli, soprattutto su quelli che producono sostanze antinfiammatorie e rilassanti, consentendo così la regolazione dei cicli del sonno e aiuta a chi soffre di insonnia ad attenuare questo problema.</p>



<p>Purtroppo però come già detto la reazione a questa molecola da parte del sistema endocannabinoide di ogni individuo è diversa, quindi è impossibile dare per certo che con delle assunzioni standard tutti possano avere dei benefici e risolvere il problema.&nbsp;</p>



<p>La Cannabis aiuta ad aumentare significativamente i 3 stadi del sonno profondo e riduce gli episodi di sonno REM, cioè quello più leggero.</p>



<p>Ma è stato visto che aumentando i 3 stadi del sonno e quindi riducendo quelli REM, che sono quelli in cui noi sogniamo, chi utilizza la Cannabis per dormire ha grosse difficoltà a sognare, addirittura si parla di assenza di sogni.</p>



<p>Per questo motivo si raccomanda comunque molta cautela considerato che gli studi sul sonno REM non sono ancora del tutto approfonditi e non si sa bene come questo funzioni, e se alla lunga questo possa causare dei danni.</p>



<p>Nonostante questo però va detto che molte persone che hanno scelto di affidarsi alla Cannabis hanno migliorato notevolmente la loro qualità del sonno.</p>



<p>Adesso possiamo passare alla scoperta delle migliori varietà utilizzate per contrastare questa patologia.</p>



<p>La prima distinzione che dobbiamo fare è Indica o Sativa ?</p>



<p>Considerato che la varietà Sativa è più energizzante ed ha un effetto più cerebrale, la scelta ricade sicuramente sulla varietà Indica in quanto quest’ultima tende ad indurre maggiormente sul corpo un effetto di fusione, quindi di più facile utilizzo per l’induzione del sonno.&nbsp;</p>



<p>Quattro varietà vengono considerate come le migliori per contrastare l’Insonnia, e sono:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li>La Vanilla Kush che è una varietà prevalentemente Indica conosciuta soprattutto per il suo buon sapore e per un alto contenuto di cannabinoidi. Ideale per le persone che hanno la necessità di allentare le tensioni e sprofondare nel sonno.&nbsp;</li></ol>



<ol class="wp-block-list" type="1" start="2"><li>La Bubba Kush è una varietà di Indica pura, nata dalla combinazione tra Kush e Bubble Gum. Dal sapore terroso e dolce è ideale per coloro che soffrono di mancanze di sonno, in quanto il suo effetto è uno dei più rilassanti.</li></ol>



<ol class="wp-block-list" type="1" start="3"><li>La&nbsp;Northern Light&nbsp;è prevalentemente Indica, nota per il suo effetto rilassante. Il suo profumo dolce e speziato spesso presenta delle cime resinose viola. Utilizzata per eliminare ogni tipo di ansia e depressione con un po di euforia tanto da provocare un sonno profondo col sorriso sulla faccia. Produce inoltre un effetto duraturo così da impedirti di svegliarti la notte.</li></ol>



<ol class="wp-block-list" type="1" start="4"><li>La Blue Mystic è sempre una varietà a predominanza Indica conosciuta per la sua breve fioritura con una resa abbastanza abbondante. Il suo sapore è un mix tra fruttato ed erboso. L’effetto è quello di generare un rilassamento muscolare generale. Viene consigliata per il primo approccio alla Cannabis per contrastare l’insonnia.&nbsp;</li></ol>



<p>Ma come assumere una di queste varietà o altre ?</p>



<p>Il miglior modo è quello di assumerla mangiandola in quanto gli effetti sul sonno sono più forti e durano più a lungo, ma questo comporta che si debba intanto cucinare e che poi passano all’incirca 45 minuti prima che inizi a fare il suo effetto.</p>



<p>Il metodo più comune e più rapido anche se con un effetto meno duraturo è quello di fumarla.&nbsp;</p>



<p>Un ultimo metodo anche questo molto valido, è quello di assumerla tramite una tintura molto semplice da preparare e consumare. Il suo vantaggio è quello che una volta preparata si mantiene attivo e potente per qualche mese e si assume sotto forma di gocce.&nbsp;</p>
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		<title>Domande e risposte sugli effetti del CBD</title>
		<link>https://www.chemaria.it/2020/07/23/domande-e-risposte-sugli-effetti-del-cbd/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2020 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[canapa]]></category>
		<category><![CDATA[canapa light]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qual è la differenza tra Cannabis e Canapa? In realtà non c’è una vera e propria differenza, poiché parliamo della</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<ul class="wp-block-list"><li><strong>Qual è la differenza tra Cannabis e Canapa?</strong></li></ul>



<p>In realtà non c’è una vera e propria differenza, poiché parliamo della stessa pianta, che poi ha una sua ulteriore suddivisione in Indica e Sativa. La differenza sta nelle caratteristiche e nelle applicazioni per la quale verrà scelta una varietà rispetto ad un altra sia in ambito terapeutico o industriale.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Che cosa sono i Cannabinoidi?</strong></li></ul>



<p>Sono composti capaci di legarsi con i recettori del Sistema Endocannabinoide. </p>



<p><em>Si possono distinguere in</em>: </p>



<ol class="wp-block-list"><li>CANNABINOIDI SINTETICI: sono prodotti in laboratorio a scopo terapeuticoo per ricerca scientifica.</li><li>ENDOCANNABINOIDI: li produciamo all’interno del nostro corpo. </li><li>FITOCANNABINOIDI: sono presenti nelle piante di Cannabis e i più studiati e quindi conosciuti sono il CBD e il THC. </li></ol>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Quali sono le differenze tra Cannabis, Cannabinoidi e Canapa?</strong></li></ul>



<p>Per Cannabis e Canapa, come spiegavamo prima, si intende tutta la pianta, e come dicevamo prima ne esistono due specie: Sativa e Indica. Nella pianta troviamo poi i cannabinoidi meglio definiti come fitocannabinoidi che sono il THC e il CBD. Altri cannabinoidi conosciuti sono gli endocannabinoidi autogenerati dal nostro corpo. </p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Che cosa sono i Terpeni? </strong></li></ul>



<p>Sono, detto in modo molto volgare, quei composti che danno il sapore e l’aroma alle diverse varietà di Cannabis. Sono delle molecole che posseggono una moltitudine di proprietà benefiche e sono ad alta volatilità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-1024x610.jpg" alt="" class="wp-image-1907" width="586" height="349" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-1024x610.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-300x179.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-768x457.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-1536x915.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-2048x1220.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-1200x715.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 586px) 100vw, 586px" /></figure>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Cos&#8217;è il CBD? </strong></li></ul>



<p>Il CBD è il componente attivo della Cannabis Sativa ed è il principale componente del Fitocannabinoide.&nbsp;&nbsp;Per i benefici che apporta, in quanto antiossidante, antinfiammatorio, analgesico e neuroprotettore sta riscontrando particolare interesse di studio da parte della Comunità Medico Scientifica.</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Quanto <strong>ci mette il CBD a fare effetto? </strong></li></ul>



<p>Ad oggi in letteratura è documentato che l’effetto maggiormente rapido si ottiene mediante la somministrazione per via inalatoria (5-10 minuti), mentre per quanto riguarda la via di somministrazione orale un aumento della concentrazione plasmatica del CBD inizia a verificarsi dopo 1 ora (probabile inizio degli effetti del CBD), raggiungendo il picco dopo circa 3 ore; successivamente inizia ad essere eliminato attraverso le feci e le urine. In uno studio è stato riportato come il picco di CBD nelle urine dopo somministrazione orale di &gt;150mg si è registrato dopo 6 ore. Si potrebbe pertanto dedurre che l’effetto del CBD possa durare per almeno 6 ore.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Quali sono gli effetti del CBD?</strong></li></ul>



<p>I principali effetti del CDB sono quelli di allentare la tensione e farti sentire rilassato. Questi effetti sono però percepiti da ognuno di noi in maniera diversa, tanto che è consigliabile iniziare con delle piccole dosi per testare la reazione del nostro organismo a questo principio attivo.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il CBD ha effetti collaterali?</strong></li></ul>



<p>Dagli studi non sono stati riscontrati, anche per dosaggi molto elevati, significativi effetti collaterali, se non minimi quali stanchezza, diarrea e riduzione dell’appetito.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il CBD ha effetto psicoattivo?</strong></li></ul>



<p>A differenza del THC, il CBD non ha alcuna attività psicotropa, nonostante abbia degli effetti sul cervello, ma non è in grado di generare dipendenza o di creare fenomeni di abuso della sostanza.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Quanto tempo rimane il CBD nel nostro corpo?</strong></li></ul>



<p>Per una somministrazione inalatoria si è riscontrato che possa rimanere in corpo fino a 35 ore mentre per somministrazione orale fino a 5 giorni.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il CBD può creare dipendenza?</strong></li></ul>



<p>Come dicevamo prima, non essendo una sostanza psicoattiva, non sono stati registrati casi di abuso o dipendenza relativi al CBD.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Cosa sono gli alimenti a base di CBD?</strong></li></ul>



<p>Sono alimenti a base di CBD (cannabidiolo), composto non psicoattivo che si trova nella cannabis (canapa e marijuana). Questi alimenti sono utilizzati per calmare e rilassare il corpo e la mente.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Puoi “sballarti” con la canapa?</strong></li></ul>



<p>No, con la canapa non puoi “sballarti” in quanto i livelli di THC sono decisamente bassi.&nbsp;</p>
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		<title>Come conservare la tua Cannabis Light</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2020 11:25:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[canapa]]></category>
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		<category><![CDATA[cannabis light]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo vi spiegheremo come conservare al meglio la vostra Cannabis Light, in modo tale da poterla conservare per</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questo articolo vi spiegheremo come conservare al meglio la vostra Cannabis Light, in modo tale da poterla conservare per un lungo periodo senza non compromettere le sue qualità.</p>



<p>Partiamo dal dirvi che conservare la vostra Cannabis Light in un sacchetto di plastica è una pessima scelta, poiché questo metodo di conservazione non solo ne compromette le qualità ma ne danneggia anche l’aroma, inoltre la bustina il più delle volte è trasparente e fa passare la luce, cosicché non solo accumula calore e favorisce lo sviluppo di umidità ma contribuisce alla la produzione di muffe.</p>



<p>Da questo possiamo già dedurre che sono da evitare per la conservazione, l’alta temperatura, l’esposizione ai raggi UV, l’umidità, l’aria e nei limiti del possibile andrebbero evitati anche gli urti poichè quest’ultimi danneggiano o addirittura possono rompere il corpo dell’infiorescenza.&nbsp;</p>



<p>Per quanto riguarda la temperatura il consiglio è quello di tenerlo in un luogo dove quest’ultima sia mite e costante, evitando di lasciarlo vicino fonti di calore o condizionatori.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1906" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>Il contenitore dove andrete a conservarla ricordatevi che deve essere asciutto e posizionato in un luogo non troppo umido né poco umido, poiché anche la poca umidità può arrecare danni come rendere secche e prive di oli essenziali le vostre cime.</p>



<p>Per una corretta conservazione della Cannabis Light, il tasso di umidità relativa che si consiglia è quello che oscilla tra il 55-62%.&nbsp;</p>



<p>La temperatura che vi consigliamo per la conservazione si aggira intorno ai 25° C, poiché temperature superiori potrebbero fare sviluppare delle muffe abbastanza pericolose, come si deve anche prestare attenzione alle temperature troppo basse, inferiori ai 10° che invece potrebbero alterare l’efficacia dei cannabinoidi rendendole così inutilizzabili.&nbsp;</p>



<p>Al contrario di quanto si può pensare le infiorescenze non amano i raggi UV, è preferibilmente infatti, nonostante la pianta per crescere ami la luce del sole, conservarle al buio o in una confezione schermata per evitare che con le esposizioni ai raggi solari la Cannabis perda progressivamente di efficacia e potenza.</p>



<p>Un altro nemico giurato è il ricircolo dell’aria in quanto questo può favorire il deterioramento della Cannabis.&nbsp;</p>



<p>Sono 4 i metodi di conservazione che sembrano essere quelli risultati più efficaci.</p>



<p>Barattoli con chiusura ermetica. Sono i classici barattoli per conservare la “salsa della nonna”. Non proprio belli da vedere, ma è un ottimo alleato per preservare l’integrità della vostra Cannabis, poiché la chiusura ermetica fa si che il nemico aria non passi.</p>



<p>Evitate di riempirlo eccessivamente e se avete a disposizione un umidificatore commerciale ponetelo vicino ad esso.</p>



<p>Sacchetti sottovuoto di tipo 1. Sono quelli usati per la conservazione sottovuoto degli alimenti. Vi consigliamo di non mettere più di 50-1000 gr di Cannabis in ogni sacchetto, a seconda dalla capacità della macchina sigilla sacchetti. Questo è un metodo che elimina tutta l’aria presente nel sacchetto così da evitare la formazione della muffa, ma la compressione può deteriorare l’aspetto esteriore delle cime mantenendo però intatti aromi e sapori. Può essere definito un metodo a lunga conservazione, perché permette di mantenere il prodotto per lunghi periodi e può anche essere conservato in frigo o in freezer.&nbsp;</p>



<p>Sacchetti sottovuoto di tipo 2. A differenza di quelli di tipo 1 questi sono quelli usati per la conservazione sottovuoto dei vestiti. L’aria viene estratta tramite l’aspirapolvere e a differenza di quelli di tipo 1 sono più robusti e a tenuta stagna. Questo tipo di conservazione è consigliato per i coltivatori stagionali, gli appassionati e per chi fa uso di Cannabis Light per scopi terapeutici. Anche questo tipo di sacchetti è possibile collocarli in frigo o in freezer.&nbsp;</p>



<p>Compressione. Questa è un tipo di conservazione molto artigianale, le cime vengono inserite e pressate dentro degli stampi e poi incartate con molta cura. Con questa metodologia l’aspetto estetico dei fiori viene totalmente compromesso ma le sue qualità rimangono intatte. Ogni volta che se ne avrà la necessità si potrà prenderne un pezzo, e rimarrete piacevolmente sorpresi perché alcune piante riacquistano anche il loro aspetto vaporoso.</p>



<p>Purtroppo non esiste un metodo sicuro e super infallibile per la conservazione della Cannabis per lunghi periodi, tanto che l’ultimo consiglio che ci teniamo a darvi è quello di non conservare comunque la vostra Cannabis Light per periodi superiori ai 12 mesi.&nbsp;</p>
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		<title>Come viene estratta la Cannabis</title>
		<link>https://www.chemaria.it/2020/07/15/come-viene-estratta-la-cannabis/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2020 16:11:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il CBD prima di poter essere utilizzato deve essere estratto. La pianta che selettivamente raggiunge la più elevata concentrazione di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il CBD prima di poter essere utilizzato deve essere estratto. La pianta che selettivamente raggiunge la più elevata concentrazione di questo cannabinoide è la Canapa, precisamente i suoi fiori.</p>



<p>In questo articolo procederemo con l’analisi dei diversi modi di estrarre il CBD, alcuni più efficienti e più sicuri, e la loro applicazione per particolari condizioni fisiche con le relative modalità d’uso.</p>



<p>Ma prima di entrare nello specifico, vi vogliamo fornire una panoramica su quello che è il processo generale di estrazione.</p>



<p>I diversi metodi vengono utilizzati per separare le componenti della Cannabis dal materiale vegetale, questo fa sì che la pianta venga suddivisa in diverse parti che contengono sostanze chimiche di vario genere.</p>



<p>La Cannabis contiene più di cento cannabinoidi tra cui tetraidrocannabinolo (THC) e cannabidiolo (CBD) e oltre 500 diverse sostanze chimiche tra cui terpeni, flavonoidi ecc.</p>



<p>Le varie tecniche di estrazioni, a seconda dell’interesse che ha il produttore, sono utilizzate per isolare le singole sostanze, ma si può anche pensare di creare un estratto che comprende diversi componenti desiderabili.&nbsp;</p>



<p>A seconda del metodo utilizzato si ottengono diversi estratti di Cannabis, alcuni fatti con metodi naturali, altri con l’utilizzo di solventi.</p>



<p>Gli estratti sono sicuramente più potenti rispetto alle normali cime d’erba poiché hanno una maggiore concentrazione in percentuale di peso.&nbsp;</p>



<p>Procediamo adesso ad analizzare le varie tecniche di estrazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog3-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1893" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog3-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog3-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog3-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog3-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog3-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Estrazione basica del CBD con solvente&nbsp;</strong></p>



<p>Questo tipo di estrazione, è una delle più rudimentali, e consiste nel far scorrere un solvente liquido nella materia vegetale decarbossilata in modo tale che i cannabinoidi e i terpeni presenti nella canapa si separino.</p>



<p>Una volta ottenuto l’estratto, si deve far evaporare il liquido, così da ottenere il famoso olio di CBD.</p>



<p>I solventi che vengono usati più spesso per questa tecnica sono: l’etanolo, l’esano ed il butano.</p>



<p>Questo tipo di estrazione oltre a richiedere pochissime attrezzature e anche molto economica, ma è considerata pericolosa, poiché se non si presta attenzione nell’utilizzare questi prodotti chimici che sono anche altamente infiammabili, si rischiano lesioni.</p>



<p>Inoltre se queste estrazioni non vengono eseguite da personale altamente qualificato e in laboratori professionali, c’è il rischio di contaminare l’olio estratto e mettere in pericolo la vita del consumatore.&nbsp;</p>



<p>Un altro svantaggio può essere quello di estrarre un olio di CBD di scarsa qualità, amaro, denso e scuro poiché con questa tecnica si estraggono anche le altre componenti della pianta quali cere, clorofilla e altre sostanze vegetali.</p>



<p>Dopo aver analizzato questi fattori, si può ben dedurre che è una tecnica sconsigliata e pericolosa per chi vuole produrre gli estratti in casa, poiché ci vogliono delle accortezze che solo delle aziende ben strutturate, serie e professionali possono attuare.</p>



<p><strong>Estrazione di CBD con olio d’oliva&nbsp;&nbsp;</strong></p>



<p>Questa tecnica è quella più utilizzata per l’estrazione domestica, poiché basta un minimo di destrezza ai fornelli e i rischi sono praticamente nulli.</p>



<p>Attraverso il calore dei fornelli, tutti i componenti della pianta vengono attivati cosicché la materia vegetale viene decarbossilata, e viene lasciata scaldare nell’olio per alcune ore.</p>



<p>Si viene così a creare un infusione poiché il CBD e gli altri cannabinoidi si legano ai grassi dell’olio, poi si procederà a fare raffreddare e la materia vegetale verrà eliminata in quanto priva del CBD ormai presente nell’olio.&nbsp;</p>



<p>Un pò come all’estrazione con il solvente, il controllo sull’estratto è molto ridotto, e inoltre con questa tecnica si ottengono concentrazioni molto basse di CBD rispetto ai metodi più professionali, da non permettere di introdurre questo prodotto sul mercato, ma di farne un utilizzo prettamente casalingo.&nbsp;</p>



<p><strong>Estrazione di CBD senza solventi (a mano)&nbsp;</strong></p>



<p>Ebbene sì, si può estrarre il CBD senza solventi, tramite pressione, sfregamento o calore.&nbsp;</p>



<p>Un metodo molto utilizzato per produrre un kief ad altro concentrato di CBD è quello che sfrutta l’acqua e lo sfregamento.</p>



<p>Questo procedimento è molto semplice, basta congelare e scrollare, per poi raccoglierle sotto forma di concentrato le piccole ghiandole presenti sui fiori di canapa contenenti il CBD.</p>



<p>Un altro metodo è quello per fare il rosin di CBD, che si ottiene tramite il calore e la pressione diretta sulle infiorescenze della canapa per estrarne così un olio naturale.</p>



<p>Queste tecniche però sia per produttori che per consumatori risultano poco pratiche e hanno una resa piuttosto scarsa.</p>



<p><strong>Estrazione di CBD con CO₂ supercritica&nbsp;</strong></p>



<p>Considerato uno dei miglior metodi per estrarre la CBD, l’estrazione con CO₂&nbsp;&nbsp;consiste nel manipolare quest’ultima affinché raggiunga lo stato supercritico così che possa acquisire sia la qualità di un liquido che di un gas.</p>



<p>È una tecnica altamente avanzata e personalizzabile dalla quale si ottiene il meglio dalle piante di canapa.</p>



<p>Questo consente di estrarre concentrati sicuri e puri, senza l’utilizzo di agenti contaminanti.</p>



<p>L’anidride carbonica prodotta viene fatta passare tra le infiorescenze della Cannabis per dissolvere i terpeni e i cannabinoidi a diverse temperature e angolazioni a seconda delle loro solubilità attraverso il frazionamento.&nbsp;</p>



<p>Questa tecnica permette di raccogliere selettivamente i cannabinoidi e tutti gli altri componenti che si vogliono estrarre evitando sprechi estraendo le parti superflue.</p>



<p>Ma questo processo è anche uno dei più costosi e poco pratico in quanto solo i produttori più “impegnati” lo possono attuare.</p>
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		<title>La legalità del THC e del CBD in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2020 15:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[canapa light]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis light]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un vero e proprio boom ha attraversato il nostro paese negli ultimi anni dei prodotti a base di CBD, ma</p>
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<p>Un vero e proprio boom ha attraversato il nostro paese negli ultimi anni dei prodotti a base di CBD, ma ad oggi tutti i consumatori non sono ancora convinti della legalità di questi prodotti, poiché a livello normativo c’è ancora tanta confusione e la disinformazione sull’argomento regna sovrana.</p>



<p>Se avete già letto i nostri articoli, uno in particolare parlava della differenza tra le due sostanze contenute nella Cannabis, il THC e il CBD.</p>



<p>Se non avete ancora avuto modo di leggerli, vi forniamo una piccola panoramica su quelle che sono le principali differenze tra i due principi attivi.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="459" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog1-1024x459.jpg" alt="" class="wp-image-1895" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog1-1024x459.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog1-300x134.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog1-768x344.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog1-1536x688.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog1-2048x917.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog1-1200x537.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sono due sostanze entrambe derivate dalle piante della Cannabis, entrambe cannabinoidi ma si differenziano dagli effetti che generano, poiché il THC ha un effetto psicoattivo non presente invece nel CBD.</p>



<p>L’effetto psicotropo del THC fa si che questo sia illegale in diversi paesi, al contrario del CBD che invece è legale in tantissimi paesi, poiché ha un effetto prettamente rilassante o addirittura in grado di attenuare gli effetti del THC.&nbsp;</p>



<p>Il CBD per i suoi effetti antinfiammatori, distensivi e rilassanti, viene impiegato in tantissimi settori, come quello alimentare, cosmetico e anche in ambito farmaceutico.</p>



<p>Assumere CBD non comporta alcun tipo di alterazione psicologica ne produce effetti collaterali, in quanto le sue proprietà sono neuroprotettive, antipsicotiche e antispasmodiche.</p>



<p>L’attuale legge in vigore nel nostro paese,&nbsp;<strong>legge 242 del 2016,&nbsp;</strong>entrata in vigore nel gennaio 2017, indica tutto ciò che c’è da sapere a proposito del consumo, della vendita e della coltivazione del CBD, definendo i prodotti a base di Cannabis Light legali, purché questi ultimi rispettino determinate linee guida.</p>



<p>I livelli di THC consentiti per legge sono inferiori allo 0,06%, in considerazione che questo contenuto così basso non è in grado di generare effetti psicotropi, a differenza di uno spinello normale dove il THC è compreso tra il 5 e l’8 %, motivo per cui in questi casi è vietata la vendita e il consumo.</p>



<p>Per quanto riguarda i prodotti contenenti il CBD la vendita è consentita quando si tratta di articoli ad uso tecnico. Va ricordato inoltre che la canapa legale in Italia è la fonte di approvvigionamento più importante di CBD lecita.&nbsp;</p>



<p>Dal punto di vista normativo, nulla viene detto in riferimento al tipologia di acquisto che l’acquirente può fare, online o offline.&nbsp;</p>



<p>Chiunque può ordinare i prodotti su internet e consumarli, la varietà è molto ampia, si passa dalle bevande alle tisane, dalle bustine ai vestiti, fino ad arrivare persino alle torte.&nbsp;</p>



<p>La legge non si è mai espressa sull’utilizzo ricreativo della cannabis light, che quindi può essere usata anche per fare dolci, infusi etc… .&nbsp;</p>



<p>L’unico accorgimento è quello che nel caso in cui si venga trovati in possesso di cannabis light si deve dimostrare che il prodotto sia stato acquistato legalmente.</p>
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