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	<title>marijuana Archivi - Che maria</title>
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		<title>COSA SONO I TRICOMI DELLA CANNABIS</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2020 05:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[marijuana]]></category>
		<category><![CDATA[tricomi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Tricomi sono i cristalli presenti sulla pianta di cannabis che producono la resina dalla quale si ricavano diverse sostanze</p>
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<p>I Tricomi sono i cristalli presenti sulla pianta di cannabis che producono la resina dalla quale si ricavano diverse sostanze utilizzate sia a scopo terapeutico che ricreativo.</p>



<p>La parola tricoma deriva dal greco &#8220;Tríchōma&#8221;, che significa &#8220;crescita di peli&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Per riuscire a vedere i Tricomi, considerato che sono microscopici e appaiono come dei steli con piccole teste a forma di fungo, bisogna fare un ingrandimento sul manto di resina che ricopre ogni gemma di cannabis.</p>



<p>Non bisogna però confondere però i Tricomi con i pistilli della marijuana femmina in fiore, in quanto quelli sono visibili ad occhio nudo e sono dei filamenti simili a dei capelli.</p>



<p>Ma esattamente, qual è la funzione di questi Tricomi e perché sono importanti ?</p>



<p>I Tricomi non sono altro che delle piccole fabbriche di cannabinoidi, presenti principalmente nelle foglie e nei fiori dell’erba, e sono ricchi di THC, che non è altro che la sostanza che fornisce lo sballo, e di CBD, la sostanza utilizzata invece a scopo terapeutico.</p>



<p>È possibile distinguere tra tre categorie di Tricomi presenti nella pianta della cannabis:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Tricomi capitati sessili</li><li>Tricomi capitati peduncolati</li><li>Tricomi bulbosi</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="681" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-3-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-1989" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-3-1024x681.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-3-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-3-768x511.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-3-1536x1022.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-3-2048x1363.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-3-1200x798.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>I Tricomi per la pianta di cannabis, costituiscono una specie di sistema immunitario, in quanto forniscono alcune funzioni di sopravvivenza essenziale, quali la difesa da possibili attacchi da parte di insetti e predatori ma anche da parte dei funghi.</p>



<p>Costituiscono anche una barriera per far sì che la pianta possa crescere a condizioni climatiche avverse, proteggendola sia da venti violenti gelidi sia dai raggi uv, anche se poi vedremo che quest&#8217;ultimi alle giuste condizioni sono di gran giovamento per la pianta.</p>



<p>I Tricomi sono anche di estrema importanza per i coltivatori di cannabis, in quanto possono aiutare quest’ultimi a capire qual è il periodo ideale di raccolta.</p>



<p>Attraverso il controllo, tramite una macchina fotografica o un microscopio, della variazione di colore dell’estremità colme di resina, il coltivatore capisce a che punto è la maturazione della pianta.&nbsp;</p>



<p>Fino a metà fioritura, le teste di resina si presentano di colore trasparente, per poi passare a un color latte, per terminare con un color ambra, ed il momento perfetto per la raccolta è quello nel mix tra color latte e color ambra.</p>



<p>Diversi fattori inoltre vengono valutati per la maturità della pianta ma l’osservazione del cambio di colore dei Tricomi è quella più attendibile e che vi consigliamo di seguire per la raccolta, onde evitare di farlo troppo presto o troppo tardi.</p>



<p>Come sopra detto, la luce e i raggi uv sono di estrema importanza per i Tricomi, in quanto è la luce ultravioletta a fornire la maggiore qualità all’erba.&nbsp;</p>



<p>La luce è il nutriente principale della cannabis e se lo ricevono i maniera ottimale, offrono le migliori prestazioni, poiché i Tricomi rispondono positivamente ai raggi UV e si pensa che quest’ultimi siano necessari per produrre certi tipi di cannabinoidi e di terpeni.&nbsp;</p>



<p>Considerata quindi l’importanza dei raggi UV per la pianta di cannabis, per ovviare il problema di scarsità della luce sono stati creati dei sistemi di illuminazione Led, progettati per emettere lo spettro di luce ottimale, per far si da coltivare la pianta con la qualità maggiore.<strong><u></u></strong></p>



<p>Un altro trucco utilizzato dai coltivatori per produrre più tricomi è quello di lavare con l’acqua ghiacciata le radici, e questo procedimento ne consentirebbe l’aumento, oltre che quello dei terpeni e dei cannabinoidi</p>



<p>Questo procedimento viene effettuato all’incirca nell’ultima settimana di fioritura, anche se non esistono prove scientifiche che questa tecnica realmente produca gli effetti desiderati, e spesso queste tecniche colturali utilizzate sono di provenienza aneddotica, ma vale la pena tentare.&nbsp;Infine ricorda che i Tricomi sono coloro che conferiscono l’enorme varietà di ceppi e caratteristiche e sono la parte più importante della pianta, ed è il motivo per il quale viene coltivata la cannabis.&nbsp;</p>
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		<title>Quali sono gli effetti del CBD sulla nostra memoria?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2020 08:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[cbd]]></category>
		<category><![CDATA[light]]></category>
		<category><![CDATA[marijuana]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato dimostrato che il CBD non ha effetti negativi sulla nostra memoria in quanto stimola la neurogenesi, così da</p>
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<p>È stato dimostrato che il CBD non ha effetti negativi sulla nostra memoria in quanto stimola la neurogenesi, così da limitare i danni cognitivi causati da traumi, disturbi della memoria ed età.&nbsp;</p>



<p>Purtroppo però, per aspetti legali, in quanto ancora il CBD non è stato del tutto legalizzato, le ricerche cliniche, su larga scala, che servirebbero per confermare con certezza che questa sostanza possa curare o prevenire delle malattie, sono limitate.&nbsp;</p>



<p>Solo di recente da uno studio effettuato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, si è constatato che il CBD ha rischi quasi pari a zero per la salute.</p>



<p>A differenza del THC che danneggia la memoria a breve termine e le funzioni cognitive di chi la consuma frequentemente, il CBD non ha alcun effetto negativo sulla nostra memoria.&nbsp;</p>



<p>Studi recenti hanno dimostrato che il CBD esercita una specie di azione diretta sulla capacità di elaborare e ricordare nei mammiferi.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1991" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1-1-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1-1-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1-1-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1-1-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Da uno studio su delle cavie è anche stato visto che il CBD diminuendo gli effetti gratificanti delle altre sostanze che creano dipendenza, riduce anche i ricordi contestuali e quindi anche il desiderio di fare uso di queste sostanze psicoattive.&nbsp;</p>



<p>Ma questo studio non ha ancora trovato riscontro sugli esseri umani, in quanto sembrerebbe che il CBD non sortisca alcun effetto sui deficit cognitivi associati all’astinenza, ma semplicemente aiuterebbe a diminuire alcune abitudini di dipendenza da sostanze quali gli oppiacei, il tabacco, la cocaina e persino la cannabis ad alto elevato di THC, in quanto la dipendenza è qualcosa correlata ai ricordi, quelli piacevoli.</p>



<p>Il CBD agisce anche sui ricordi spiacevoli, diversi studi hanno confermato che questa sostanza è in grado di ridurre l’ansia, i sintomi associati allo stress emotivo ed i disturbi della memoria, riuscendo anche a rimuovere ricordi spaventosi o traumatici.&nbsp;</p>



<p>Per quanto riguarda il declino cognitivo, cioè la perdita di memoria, principale minaccia per le persone che invecchiano, ci sono degli studi e delle prove che dimostrano che il CBD può essere un ottimo alleato per aiutare a migliorare la memoria poiché come detto prima stimola la neurogenesi e di conseguenza riduce il danno causato dal declino cognitivo.&nbsp;</p>



<p>Fino ad ora abbiamo visto gli effetti del CBD su cervelli con disturbi, ma su un cervello sano allo stato attuale ci sono prove veramente minime sul miglioramento della salute di quest’ultimo. </p>



<p>È comunque sbagliato continuare ad etichettare la cannabis come una droga che danneggia la memoria, anzi ci sono delle sostanze che questa pianta contiene che hanno un elevato potenziale medico per la cura di malattie collegate al cervello.&nbsp;</p>



<p>Attualmente solo i danni provocati alla memoria verbale e di lavoro dal THC sono confermati, ma non è ancora chiaro se quest’ultimi siano a lungo termine, cioè permanenti, o siano solo danni passeggeri.&nbsp;</p>



<p>Sicuramente l’uso pesante e regolare del THC influenza la memoria ma gli ultimi studi hanno visto che questo uso assiduo configura le connessioni neurali, non le interrompe, ma non si sa ancora se questa reazione sia una cosa positiva o negativa.Infine al momento non è ancora chiaro se gli effetti del THC sulla memoria e sulla cognizione possano essere contrastate da specifiche concentrazioni di CBD.&nbsp;</p>
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		<title>La legalizzazione del CBD</title>
		<link>https://www.chemaria.it/2020/08/20/la-legalizzazione-del-cbd/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2020 05:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis light]]></category>
		<category><![CDATA[light]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo tratteremo di come si è arrivati alla legalizzazione di alcuni tipi di piante e degli effetti che</p>
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<p>In questo articolo tratteremo di come si è arrivati alla legalizzazione di alcuni tipi di piante e degli effetti che queste hanno sul nostro corpo.</p>



<p>Per colpa di tanta disinformazione che circola, dovuta anche al proibizionismo ed ai pochi studi scientifici fatti sulla marijuana, in pochi conoscono esattamente i principi attivi presenti all’interno dei fiori e i loro benefici. </p>



<p>La cannabis è una delle piante più misteriose e affascinanti presenti sul globo terrestre, di cui adesso andremo ad approfondire la storia, partendo dalla differenza dei suoi principali principi attivi, il THC e il CBD.</p>



<p>In natura, questi due principi attivi, nella pianta sono contenuti in quantità e proporzioni variabili e questo fa sì che quando vengono assunti abbiano degli effetti diversi sul nostro organismo.&nbsp;</p>



<p>Il THC prende il sopravvento in quanto è contenuto in percentuale maggiore rispetto al CBD, ricordandoci che il primo è un principio attivo psicoattivo, cioè capace di alterare lo stato di coscienza di chi lo assume, il secondo è invece semplicemente uno stimolatore di guarigione.</p>



<p>Attraverso diversi studi, ricerche ed esperimenti si è riusciti a creare, quella che oggi conosciamo come cannabis light, che è diametralmente l’esatto opposto di quello che troviamo in natura, in quanto in questa sostanza la percentuale di CBD è maggiore rispetto al THC.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1978" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>In considerazione che in Italia è illegale acquistare un infiorescenza che abbia una percentuale di THC maggiore dello 0,6%, e che nulla viene detto per quanto riguarda la percentuale di CBD, poiché quest’ultimo non produce alcun tipo di effetto negativo sul nostro corpo, si sa che quando la cannabis rispetta questi parametri viene considerata legale. </p>



<p>Ma facciamo un passo indietro, ripassando un po&#8217; quali sono stati i punti rilevanti della storia della cannabis. </p>



<p>La cannabis esiste e viene utilizzata/consumata praticamente da sempre, già gli imperatori cinesi nel 2727 a.C. ne facevano uso, come anche gli antichi romani e greci.&nbsp;</p>



<p>Nacque, poi un prodotto derivato dalla cannabis, con gli stessi effetti e principi attivi, l’hashish. Iniziò così l&#8217;esportazione di queste piante verso le Americhe, successivamente i colonizzatori spagnoli la importarono in Cile e così via, tanto che il consumo di marijuana fa parte della nostra vita da sempre, e si stima che ad oggi ci sono 150 milioni di persone che la utilizzano.&nbsp;</p>



<p>Nel 1884 però il Papa ne vietò l’utilizzo, ed iniziò così il periodo del proibizionismo ma che come ben si sa non ha avuto l’effetto desiderato, tanto che ad oggi sono tantissime le persone a farne uso in modo illegale.&nbsp;</p>



<p>La cannabis è illegale in tantissimi paesi del mondo a causa degli alti livelli di THC contenuti nella pianta, poichè è questo principio attivo ad alterare i sensi e provocare lo sballo, ma nonostante questo da uno studio è risultato che 14,6 milioni di persone nel 2015 ne avevano fatto utilizzo almeno una volta negli ultimi 12 mesi.&nbsp;<strong></strong></p>



<p>Ad oggi l’unica sostanza che può essere consumata ad uso personale, coltivata e venduta, secondo la leggedi riferimento che regolamenta la vendita e l’uso della cannabis light al CBD, la legge 242/2016, è la cannabis light, poiché contiene un basso contenuto di THC compreso tra lo 0,2% e lo 0,6%.&nbsp;</p>



<p>Per quanto invece riguarda la marijuana con un tasso di THC al di sopra dei limiti consentiti dalla legge si dovrà aspettare ancora prima che questa venga legalizzata, poiché prima si deve sensibilizzare la gente su tutti gli effetti positivi che questa sostanza ha, oltre quelli dell’utilizzo per sballarsi, che è poi uno dei motivi per il quale questo prodotto non viene legalizzato.&nbsp;</p>
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		<title>Il CBD e la Fame</title>
		<link>https://www.chemaria.it/2020/07/30/il-cbd-e-la-fame/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2020 05:16:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis light]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fame chimica, chi non sa di cosa stiamo parlando ?&#160; Chi almeno una volta ha provato la cannabis ha avvertito</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Fame chimica, chi non sa di cosa stiamo parlando ?&nbsp;</p>



<p>Chi almeno una volta ha provato la cannabis ha avvertito questa sensazione di aumento improvviso dell’appetito.</p>



<p>Ma questo è solo uno dei tanti stereotipi associati alla Cannabis, poiché questo non è del tutto vero in quanto i consumatori più esperti sostengono di avvertire una fame chimica meno intensa di quella delle prime volte di uso di questa sostanza.</p>



<p>È stato anche dimostrato che l’inalazione di qualsiasi tipo, per brevi periodi può ridurre la sensazione di fame.</p>



<p>Aldilà di tutto peró questo sembra essere un fenomeno reale, in quanto i terpeni aromatici presenti all’interno della Cannabis riescono a stimolare il senso dell’olfatto e del gusto.</p>



<p>Erroneamente si pensa che sia il CBD a causare l’aumento della fame ma non è così, il vero responsabile è l’altro eccipiente presente nella Canapa, il THC.</p>



<p>Il THC ha un approccio più diretto ai recettori CB1 che si trovano nelle zone del cervello collegate all’umore e all’appetito, mentre il CBD promuove pìù uno stato di equilibrio all’interno del sistema endocannabinoide.</p>



<p>Ciò che induce la fame è quindi l&#8217;interazione tra i recettori CB1 e il THC, ma ciò non significa che comunque il CBD non influisca completamente sull&#8217;appetito.</p>



<p>Il concetto di appetito è molto sofisticaco poichè unico per ogni individuo, ogni appetito è diverso, motivo per il quale è difficile definire se il CBD influenzi o meno la fame.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_fame2-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-1943" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_fame2-1024x684.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_fame2-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_fame2-768x513.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_fame2-1536x1025.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_fame2-2048x1367.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_fame2-1200x801.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>chemaria_cannabis</figcaption></figure>



<p>Ritornando al fatto che il CBD svolge una funzione di sostentamento dell’equilibrio o meglio definito come stato di omeostasi attraverso il sistema endocannabinoide, succede quindi che il CBD influenza i processi fisici e mentali che si svolgono all’interno del nostro organismo. Se per esempio un individuo è più incline a mangiare quando è depresso, la capacità del CBD di alleviare questa condizione potrebbe influenzare l’appetito facendolo diminuire.&nbsp;</p>



<p>Tutto ciò non perché c’è stato un impatto diretto ma perchè ha interagito alleviando la causa principale che faceva aumentare l’appetito, e quindi se il problema è rientrato anche la fame cesserà e si potrà tornare ad uno stato di equilibrio e corretta nutrizione.</p>



<p>A dosi diverse di assunzioni di CBD avremo anche effetti diversi, sempre perché va ricordato che ogni organismo reagisce in modo diverso a questa sostanza.</p>



<p>Semplicemente si è riscontrato che nel corso del tempo gli effetti generali si verificano quasi per tutti gli utilizzatori anche se con leggere differenze.</p>



<p>Così come per ognuno di noi reagisce in modo diverso quando è affamato ed ha un proprio approccio al cibo.</p>



<p>Non è un singolo fenomeno che influenza il nostro appetito, questo dipende da diversi fattori, dal nostro stato fisico e mentale.&nbsp;</p>



<p>È anche rilevante il tipo di Cannabis che si consuma, in quanto è stato provato che la specie Indica genera più appetito rispetto alla Sativa, ed anche la percentuale di cannabinoidi presenti nelle infiorescenze che fa la differenza.</p>



<p>Da quello che vi abbiamo appena spiegato quindi si può dedurre che il CBD può influenzare indirettamente l’appetito ma non rende direttamente le persone affamate o meno.</p>



<p>Dovremo aspettare altri studi per capire se il ruolo che oggi è stato attribuito a questa sostanza sia quello corretto o se si faranno altre scoperte in merito.&nbsp;</p>
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