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	<title>light Archivi - Che maria</title>
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		<title>Quali sono gli effetti del CBD sulla nostra memoria?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2020 08:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato dimostrato che il CBD non ha effetti negativi sulla nostra memoria in quanto stimola la neurogenesi, così da</p>
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<p>È stato dimostrato che il CBD non ha effetti negativi sulla nostra memoria in quanto stimola la neurogenesi, così da limitare i danni cognitivi causati da traumi, disturbi della memoria ed età.&nbsp;</p>



<p>Purtroppo però, per aspetti legali, in quanto ancora il CBD non è stato del tutto legalizzato, le ricerche cliniche, su larga scala, che servirebbero per confermare con certezza che questa sostanza possa curare o prevenire delle malattie, sono limitate.&nbsp;</p>



<p>Solo di recente da uno studio effettuato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, si è constatato che il CBD ha rischi quasi pari a zero per la salute.</p>



<p>A differenza del THC che danneggia la memoria a breve termine e le funzioni cognitive di chi la consuma frequentemente, il CBD non ha alcun effetto negativo sulla nostra memoria.&nbsp;</p>



<p>Studi recenti hanno dimostrato che il CBD esercita una specie di azione diretta sulla capacità di elaborare e ricordare nei mammiferi.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1991" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1-1-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1-1-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1-1-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1-1-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Da uno studio su delle cavie è anche stato visto che il CBD diminuendo gli effetti gratificanti delle altre sostanze che creano dipendenza, riduce anche i ricordi contestuali e quindi anche il desiderio di fare uso di queste sostanze psicoattive.&nbsp;</p>



<p>Ma questo studio non ha ancora trovato riscontro sugli esseri umani, in quanto sembrerebbe che il CBD non sortisca alcun effetto sui deficit cognitivi associati all’astinenza, ma semplicemente aiuterebbe a diminuire alcune abitudini di dipendenza da sostanze quali gli oppiacei, il tabacco, la cocaina e persino la cannabis ad alto elevato di THC, in quanto la dipendenza è qualcosa correlata ai ricordi, quelli piacevoli.</p>



<p>Il CBD agisce anche sui ricordi spiacevoli, diversi studi hanno confermato che questa sostanza è in grado di ridurre l’ansia, i sintomi associati allo stress emotivo ed i disturbi della memoria, riuscendo anche a rimuovere ricordi spaventosi o traumatici.&nbsp;</p>



<p>Per quanto riguarda il declino cognitivo, cioè la perdita di memoria, principale minaccia per le persone che invecchiano, ci sono degli studi e delle prove che dimostrano che il CBD può essere un ottimo alleato per aiutare a migliorare la memoria poiché come detto prima stimola la neurogenesi e di conseguenza riduce il danno causato dal declino cognitivo.&nbsp;</p>



<p>Fino ad ora abbiamo visto gli effetti del CBD su cervelli con disturbi, ma su un cervello sano allo stato attuale ci sono prove veramente minime sul miglioramento della salute di quest’ultimo. </p>



<p>È comunque sbagliato continuare ad etichettare la cannabis come una droga che danneggia la memoria, anzi ci sono delle sostanze che questa pianta contiene che hanno un elevato potenziale medico per la cura di malattie collegate al cervello.&nbsp;</p>



<p>Attualmente solo i danni provocati alla memoria verbale e di lavoro dal THC sono confermati, ma non è ancora chiaro se quest’ultimi siano a lungo termine, cioè permanenti, o siano solo danni passeggeri.&nbsp;</p>



<p>Sicuramente l’uso pesante e regolare del THC influenza la memoria ma gli ultimi studi hanno visto che questo uso assiduo configura le connessioni neurali, non le interrompe, ma non si sa ancora se questa reazione sia una cosa positiva o negativa.Infine al momento non è ancora chiaro se gli effetti del THC sulla memoria e sulla cognizione possano essere contrastate da specifiche concentrazioni di CBD.&nbsp;</p>
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		<title>La legalizzazione del CBD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2020 05:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis light]]></category>
		<category><![CDATA[light]]></category>
		<category><![CDATA[marijuana]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questo articolo tratteremo di come si è arrivati alla legalizzazione di alcuni tipi di piante e degli effetti che queste hanno sul nostro corpo.</p>



<p>Per colpa di tanta disinformazione che circola, dovuta anche al proibizionismo ed ai pochi studi scientifici fatti sulla marijuana, in pochi conoscono esattamente i principi attivi presenti all’interno dei fiori e i loro benefici. </p>



<p>La cannabis è una delle piante più misteriose e affascinanti presenti sul globo terrestre, di cui adesso andremo ad approfondire la storia, partendo dalla differenza dei suoi principali principi attivi, il THC e il CBD.</p>



<p>In natura, questi due principi attivi, nella pianta sono contenuti in quantità e proporzioni variabili e questo fa sì che quando vengono assunti abbiano degli effetti diversi sul nostro organismo.&nbsp;</p>



<p>Il THC prende il sopravvento in quanto è contenuto in percentuale maggiore rispetto al CBD, ricordandoci che il primo è un principio attivo psicoattivo, cioè capace di alterare lo stato di coscienza di chi lo assume, il secondo è invece semplicemente uno stimolatore di guarigione.</p>



<p>Attraverso diversi studi, ricerche ed esperimenti si è riusciti a creare, quella che oggi conosciamo come cannabis light, che è diametralmente l’esatto opposto di quello che troviamo in natura, in quanto in questa sostanza la percentuale di CBD è maggiore rispetto al THC.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1978" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/08/che-maria-blog-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>In considerazione che in Italia è illegale acquistare un infiorescenza che abbia una percentuale di THC maggiore dello 0,6%, e che nulla viene detto per quanto riguarda la percentuale di CBD, poiché quest’ultimo non produce alcun tipo di effetto negativo sul nostro corpo, si sa che quando la cannabis rispetta questi parametri viene considerata legale. </p>



<p>Ma facciamo un passo indietro, ripassando un po&#8217; quali sono stati i punti rilevanti della storia della cannabis. </p>



<p>La cannabis esiste e viene utilizzata/consumata praticamente da sempre, già gli imperatori cinesi nel 2727 a.C. ne facevano uso, come anche gli antichi romani e greci.&nbsp;</p>



<p>Nacque, poi un prodotto derivato dalla cannabis, con gli stessi effetti e principi attivi, l’hashish. Iniziò così l&#8217;esportazione di queste piante verso le Americhe, successivamente i colonizzatori spagnoli la importarono in Cile e così via, tanto che il consumo di marijuana fa parte della nostra vita da sempre, e si stima che ad oggi ci sono 150 milioni di persone che la utilizzano.&nbsp;</p>



<p>Nel 1884 però il Papa ne vietò l’utilizzo, ed iniziò così il periodo del proibizionismo ma che come ben si sa non ha avuto l’effetto desiderato, tanto che ad oggi sono tantissime le persone a farne uso in modo illegale.&nbsp;</p>



<p>La cannabis è illegale in tantissimi paesi del mondo a causa degli alti livelli di THC contenuti nella pianta, poichè è questo principio attivo ad alterare i sensi e provocare lo sballo, ma nonostante questo da uno studio è risultato che 14,6 milioni di persone nel 2015 ne avevano fatto utilizzo almeno una volta negli ultimi 12 mesi.&nbsp;<strong></strong></p>



<p>Ad oggi l’unica sostanza che può essere consumata ad uso personale, coltivata e venduta, secondo la leggedi riferimento che regolamenta la vendita e l’uso della cannabis light al CBD, la legge 242/2016, è la cannabis light, poiché contiene un basso contenuto di THC compreso tra lo 0,2% e lo 0,6%.&nbsp;</p>



<p>Per quanto invece riguarda la marijuana con un tasso di THC al di sopra dei limiti consentiti dalla legge si dovrà aspettare ancora prima che questa venga legalizzata, poiché prima si deve sensibilizzare la gente su tutti gli effetti positivi che questa sostanza ha, oltre quelli dell’utilizzo per sballarsi, che è poi uno dei motivi per il quale questo prodotto non viene legalizzato.&nbsp;</p>
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		<title>Come conservare la tua Cannabis Light</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2020 11:25:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo vi spiegheremo come conservare al meglio la vostra Cannabis Light, in modo tale da poterla conservare per</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questo articolo vi spiegheremo come conservare al meglio la vostra Cannabis Light, in modo tale da poterla conservare per un lungo periodo senza non compromettere le sue qualità.</p>



<p>Partiamo dal dirvi che conservare la vostra Cannabis Light in un sacchetto di plastica è una pessima scelta, poiché questo metodo di conservazione non solo ne compromette le qualità ma ne danneggia anche l’aroma, inoltre la bustina il più delle volte è trasparente e fa passare la luce, cosicché non solo accumula calore e favorisce lo sviluppo di umidità ma contribuisce alla la produzione di muffe.</p>



<p>Da questo possiamo già dedurre che sono da evitare per la conservazione, l’alta temperatura, l’esposizione ai raggi UV, l’umidità, l’aria e nei limiti del possibile andrebbero evitati anche gli urti poichè quest’ultimi danneggiano o addirittura possono rompere il corpo dell’infiorescenza.&nbsp;</p>



<p>Per quanto riguarda la temperatura il consiglio è quello di tenerlo in un luogo dove quest’ultima sia mite e costante, evitando di lasciarlo vicino fonti di calore o condizionatori.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1906" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>Il contenitore dove andrete a conservarla ricordatevi che deve essere asciutto e posizionato in un luogo non troppo umido né poco umido, poiché anche la poca umidità può arrecare danni come rendere secche e prive di oli essenziali le vostre cime.</p>



<p>Per una corretta conservazione della Cannabis Light, il tasso di umidità relativa che si consiglia è quello che oscilla tra il 55-62%.&nbsp;</p>



<p>La temperatura che vi consigliamo per la conservazione si aggira intorno ai 25° C, poiché temperature superiori potrebbero fare sviluppare delle muffe abbastanza pericolose, come si deve anche prestare attenzione alle temperature troppo basse, inferiori ai 10° che invece potrebbero alterare l’efficacia dei cannabinoidi rendendole così inutilizzabili.&nbsp;</p>



<p>Al contrario di quanto si può pensare le infiorescenze non amano i raggi UV, è preferibilmente infatti, nonostante la pianta per crescere ami la luce del sole, conservarle al buio o in una confezione schermata per evitare che con le esposizioni ai raggi solari la Cannabis perda progressivamente di efficacia e potenza.</p>



<p>Un altro nemico giurato è il ricircolo dell’aria in quanto questo può favorire il deterioramento della Cannabis.&nbsp;</p>



<p>Sono 4 i metodi di conservazione che sembrano essere quelli risultati più efficaci.</p>



<p>Barattoli con chiusura ermetica. Sono i classici barattoli per conservare la “salsa della nonna”. Non proprio belli da vedere, ma è un ottimo alleato per preservare l’integrità della vostra Cannabis, poiché la chiusura ermetica fa si che il nemico aria non passi.</p>



<p>Evitate di riempirlo eccessivamente e se avete a disposizione un umidificatore commerciale ponetelo vicino ad esso.</p>



<p>Sacchetti sottovuoto di tipo 1. Sono quelli usati per la conservazione sottovuoto degli alimenti. Vi consigliamo di non mettere più di 50-1000 gr di Cannabis in ogni sacchetto, a seconda dalla capacità della macchina sigilla sacchetti. Questo è un metodo che elimina tutta l’aria presente nel sacchetto così da evitare la formazione della muffa, ma la compressione può deteriorare l’aspetto esteriore delle cime mantenendo però intatti aromi e sapori. Può essere definito un metodo a lunga conservazione, perché permette di mantenere il prodotto per lunghi periodi e può anche essere conservato in frigo o in freezer.&nbsp;</p>



<p>Sacchetti sottovuoto di tipo 2. A differenza di quelli di tipo 1 questi sono quelli usati per la conservazione sottovuoto dei vestiti. L’aria viene estratta tramite l’aspirapolvere e a differenza di quelli di tipo 1 sono più robusti e a tenuta stagna. Questo tipo di conservazione è consigliato per i coltivatori stagionali, gli appassionati e per chi fa uso di Cannabis Light per scopi terapeutici. Anche questo tipo di sacchetti è possibile collocarli in frigo o in freezer.&nbsp;</p>



<p>Compressione. Questa è un tipo di conservazione molto artigianale, le cime vengono inserite e pressate dentro degli stampi e poi incartate con molta cura. Con questa metodologia l’aspetto estetico dei fiori viene totalmente compromesso ma le sue qualità rimangono intatte. Ogni volta che se ne avrà la necessità si potrà prenderne un pezzo, e rimarrete piacevolmente sorpresi perché alcune piante riacquistano anche il loro aspetto vaporoso.</p>



<p>Purtroppo non esiste un metodo sicuro e super infallibile per la conservazione della Cannabis per lunghi periodi, tanto che l’ultimo consiglio che ci teniamo a darvi è quello di non conservare comunque la vostra Cannabis Light per periodi superiori ai 12 mesi.&nbsp;</p>
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		<title>CBD e THC: quali sono le differenze tra le due sostanze</title>
		<link>https://www.chemaria.it/2020/07/07/cbd-e-thc-quali-sono-le-differenze-tra-le-due-sostanze/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 01:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[canapa]]></category>
		<category><![CDATA[chemaria]]></category>
		<category><![CDATA[light]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due sostanze importanti sono presenti nelle piante di Cannabis. Il CBD acronimo di cannabidiolo e THC acronimo di tetraidrocannabidiolo. Quando</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Due sostanze importanti sono presenti nelle piante di Cannabis. Il CBD acronimo di cannabidiolo e THC acronimo di tetraidrocannabidiolo.</p>



<p>Quando la Cannabis è ricca di CDB non è psicoattiva, e si riscontrano notevoli benefici medici, poiché è una valida alternativa per alleviare il dolore, le infiammazioni, l’ansia, i crampi e molto altro.</p>



<p>Mentre se il composto chimico della Cannabis è ad elevato contenuto di THC, diventa una sostanza psicoattiva e responsabile dell’azione euforizzante. Questo principio interagendo con i recettori dei cannabinoidi presenti in alcune aree del cervello, li va ad attivare e influisce sulla percezione del pensiero, della gioia, della concentrazione e sulla percezione temporale e sensoriale di una persona.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quindi la principale differenza tra i due principi attivi è la psicoattività.&nbsp;</h3>



<p>Nel nostro organismo sono presenti dei recettori&nbsp;di cannabinoidi chiamati CB1, con quest’ultimo il THC si lega facilmente mentre il CBD non crea un legame così forte da poter generare gli effetti che invece vengono indotti dall’uso del THC.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_blog_chemaria4-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1865" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_blog_chemaria4-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_blog_chemaria4-1-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_blog_chemaria4-1-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_blog_chemaria4-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_blog_chemaria4-1-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_blog_chemaria4-1-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h4 class="wp-block-heading">È sbagliato pensare che la Cannabis sia solo una pianta che sballa la gente, poiché in realtà è un&#8217;interazione complessa di molecole attive che creano effetti terapeutici molto importanti per il nostro organismo.&nbsp;</h4>



<p>Quando si scoprirono negli anni ‘80 i recettori&nbsp;endocannabinoidi CB1, si cominciarono anche a studiare gli effetti associati al THC e al fumo di Cannabis.&nbsp;</p>



<p>La psicoattività del THC non colpisce tutti allo stesso modo, poiché ognuno di noi somatizza in maniera diversa.&nbsp;</p>



<p>Dopo questa scoperta, viene individuata un&#8217;altra classe di recettori con i quali il THC si lega parzialmente, i recettori CB2 con i quali tende a generare un effetto antinfiammatorio.&nbsp;</p>



<p>Ma visto e considerato che la Cannabis è stata categorizzata come sostanza senza alcun beneficio medico, molte ricerche si sono focalizzate sul studiare i suoi pericoli e non i suoi potenziali benefici.&nbsp;</p>



<p>Successivamente è stato dimostrato che i pazienti che utilizzano Cannabis contenente THC riscontrano sollievo in diverse patologie, poiché stimola il sistema endocannabinoide , includendo non solo i recettori cannabinoidi , ma anche i cannabinoidi prodotti dal corpo, più gli enzimi responsabili della loro degradazione.&nbsp;</p>



<p>Negli ultimi anni il CBD da principio della Cannabis poco discusso è diventato la parola medica del momento.</p>



<p>Il CBD è un principio attivo promiscuo, in quanto è capace di attivare diverse classi di recettori, quali quello della serotonina, motivo per il quale è un ottimo ansiolitico, quelli TRPV1 che sono responsabili della percezioni del dolore, e tanti altri.</p>



<p>A differenza però del THC, il CBD ha scarsa influenza sui due principali recettori endeocannabinoidi, motivo per il quale non genera alcun rischio di dipendenza e viene tollerato dal nostro organismo con pochissimi effetti collaterali</p>



<p>Dopo una panoramica sui due principi attivi, possiamo vedere come questi due combinati tra loro possono essere usati a scopi terapeutici.</p>



<p>Ricordandoci sempre che ognuno di noi comunque reagisce in maniera diversa, possono essere però delineate delle combinazioni per specifici usi.</p>



<p>Il rapporto 20% THC: 1% CBD vengono spesso utilizzati per alleviare dolore cronico, insonnia, dolore neuropatico, stress, spasmi muscolari, cancro e depressione. Il rapporto 6% THC: 8% CBD riscontra successo nella cura dell’insonnia, del dolore neuropatico, di spasmi, cancro e Sclerosi Multipla.</p>



<p>Il rapporto 1% THC: 9% CBD prescritti prevalentemente per pazienti che non hanno mai avuto esperienza con la Cannabis e per contrastare l’epilessia.</p>



<p>Queste sono alcune delle combinazioni più popolari presenti sul mercato, ma considerando sempre che ogni organismo risponde in modo diverso, è chiaro che si deve trovare la giusta combinazione a seconda del caso specifico e del suo utilizzatore.&nbsp;</p>
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		<title>STORIA DEL CBD E DEL THC</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 19:33:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[canapa]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno dei farmaci che nel corso della storia della farmacologia è stato prescritto in un determinato periodo come una sorta</p>
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<p>Uno dei farmaci che nel corso della storia della farmacologia è stato prescritto in un determinato periodo come una sorta di cura di tutti i mali, poi trascurato e addirittura proibito, è la Cannabis.&nbsp;</p>



<p>La Cannabis ha una storia millenaria che testimonia la sua ampia utilità per molti scopi, come fibra, cibo e medicina, al di là del suo uso (illegale) come sostanza psicotropa.&nbsp;</p>



<p>In Asia orientale la pratica di coltivare cannabis da cui estrarre fibre e semi oleosi era già praticata nel 4000 a.C. ma per il suo utilizzo come sostanza psicoattiva dovremmo aspettare ancora qualche anno.</p>



<p>Non si è a conoscenza se già si conoscessero le proprietà ai tempi e se si scegliessero di proposito i tipi di cannabis con l’effetto psicotropo più alto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_chemaria_blog2-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1848" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_chemaria_blog2-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_chemaria_blog2-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_chemaria_blog2-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_chemaria_blog2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_chemaria_blog2-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_chemaria_blog2-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Cannabis marijuana leaf closeup dark background. leaves of a marijuana</figcaption></figure>



<p>Il ritrovamento all’interno di un incensiere funebre risalente a 2500 anni fa, induce a pensare, considerata l’elevata concentrazione di tetraidrocannabiolo, che non fosse più utilizzata solo per l’estrazione di fibre e semi, ma che ci furono già i primi utilizzi della Cannabis&nbsp;&nbsp;per le sue proprietà psicoattive.</p>



<p>Si pensa che la Cannabis fosse anticamente utilizzata per le sue proprietà psicoattive nelle regioni montuose, complice il fatto che la maggior quantità dei raggi UV ricevuti dalle piante stimolano la produzione del principio attivo, così da avere una pianta con effetti più marcati.</p>



<p>La posizione geografica di questa scoperta, Asia centro-orientale, epicentro della Via della Seta, vettore cruciale per gli scambi culturali ed economici, fece sì che questa sostanza si diffuse nel resto del mondo.&nbsp;</p>



<p>Aspetteremo poi fino al&nbsp;1940 quando il CBD fu isolato dalla cannabis, per avere riscontri scientifici più validi, anche se l’attenzione che ricevette fu di breve durata poiché precursore non attivo del THC.</p>



<p>Quest’ultimo, invece, fu estratto per la prima volta nel 1942 e divenne così il più famoso, potente, abbondante e attivo dei cannabinoidi.&nbsp;</p>



<p>Questo fu però un errore in quanto vennero trascurate le potenzialità terautiche del CBD per molti anni.&nbsp;</p>



<p>La ricerca si è spesso concentrata sugli aspetti chimici della pianta e di come potessero essere usati altrove piuttosto di come potessero interagire naturalmente tra loro e con il cervello dei mammiferi.</p>



<p>L’uso medico della Cannabis è stato, particolarmente nella storia moderna, ostacolato da vari problemi sociali, etici ed economici, ma che adesso sono stati riconsiderati in quanto, dopo approfonditi studi scientifici, si è arrivato a sfatare il mito di sostanza di abuso, potente risorsa del racket, abbandonata dalla comunità scientifica e protagonista di lunghi e accesi dibattiti da parte dell’opinione pubblica, poiché si è avuta la prova dell’efficacia e la sicurezza dei farmaci a base di cannabinoidi.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, le varie proprietà teraupetiche della Cannabis si basano sulla ripresa di osservazioni fatte attraverso il suo uso per scopi medici in tutte le principali culture antiche attraverso i secoli e non derivano da nuove scoperte.</p>



<p>I nuovi studi hanno solo fornito le prove della sicurezza e dell’efficacia della Cannabis nel trattamento di numerose patologie, utilizzando estratti con un contenuto noto di cannabinoidi o molecole attive purificate (o anche sintetizzate). Adesso la cose stanno cambiando, con un ritorno al passato, la percezione del valore e del potenziale della Cannabis sta cambiando. </p>
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