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	<title>canapa light Archivi - Che maria</title>
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		<title>Domande e risposte sugli effetti del CBD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2020 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qual è la differenza tra Cannabis e Canapa? In realtà non c’è una vera e propria differenza, poiché parliamo della</p>
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<ul class="wp-block-list"><li><strong>Qual è la differenza tra Cannabis e Canapa?</strong></li></ul>



<p>In realtà non c’è una vera e propria differenza, poiché parliamo della stessa pianta, che poi ha una sua ulteriore suddivisione in Indica e Sativa. La differenza sta nelle caratteristiche e nelle applicazioni per la quale verrà scelta una varietà rispetto ad un altra sia in ambito terapeutico o industriale.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Che cosa sono i Cannabinoidi?</strong></li></ul>



<p>Sono composti capaci di legarsi con i recettori del Sistema Endocannabinoide. </p>



<p><em>Si possono distinguere in</em>: </p>



<ol class="wp-block-list"><li>CANNABINOIDI SINTETICI: sono prodotti in laboratorio a scopo terapeuticoo per ricerca scientifica.</li><li>ENDOCANNABINOIDI: li produciamo all’interno del nostro corpo. </li><li>FITOCANNABINOIDI: sono presenti nelle piante di Cannabis e i più studiati e quindi conosciuti sono il CBD e il THC. </li></ol>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Quali sono le differenze tra Cannabis, Cannabinoidi e Canapa?</strong></li></ul>



<p>Per Cannabis e Canapa, come spiegavamo prima, si intende tutta la pianta, e come dicevamo prima ne esistono due specie: Sativa e Indica. Nella pianta troviamo poi i cannabinoidi meglio definiti come fitocannabinoidi che sono il THC e il CBD. Altri cannabinoidi conosciuti sono gli endocannabinoidi autogenerati dal nostro corpo. </p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Che cosa sono i Terpeni? </strong></li></ul>



<p>Sono, detto in modo molto volgare, quei composti che danno il sapore e l’aroma alle diverse varietà di Cannabis. Sono delle molecole che posseggono una moltitudine di proprietà benefiche e sono ad alta volatilità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-1024x610.jpg" alt="" class="wp-image-1907" width="586" height="349" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-1024x610.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-300x179.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-768x457.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-1536x915.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-2048x1220.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-1200x715.jpg 1200w" sizes="(max-width: 586px) 100vw, 586px" /></figure>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Cos&#8217;è il CBD? </strong></li></ul>



<p>Il CBD è il componente attivo della Cannabis Sativa ed è il principale componente del Fitocannabinoide.&nbsp;&nbsp;Per i benefici che apporta, in quanto antiossidante, antinfiammatorio, analgesico e neuroprotettore sta riscontrando particolare interesse di studio da parte della Comunità Medico Scientifica.</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Quanto <strong>ci mette il CBD a fare effetto? </strong></li></ul>



<p>Ad oggi in letteratura è documentato che l’effetto maggiormente rapido si ottiene mediante la somministrazione per via inalatoria (5-10 minuti), mentre per quanto riguarda la via di somministrazione orale un aumento della concentrazione plasmatica del CBD inizia a verificarsi dopo 1 ora (probabile inizio degli effetti del CBD), raggiungendo il picco dopo circa 3 ore; successivamente inizia ad essere eliminato attraverso le feci e le urine. In uno studio è stato riportato come il picco di CBD nelle urine dopo somministrazione orale di &gt;150mg si è registrato dopo 6 ore. Si potrebbe pertanto dedurre che l’effetto del CBD possa durare per almeno 6 ore.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Quali sono gli effetti del CBD?</strong></li></ul>



<p>I principali effetti del CDB sono quelli di allentare la tensione e farti sentire rilassato. Questi effetti sono però percepiti da ognuno di noi in maniera diversa, tanto che è consigliabile iniziare con delle piccole dosi per testare la reazione del nostro organismo a questo principio attivo.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il CBD ha effetti collaterali?</strong></li></ul>



<p>Dagli studi non sono stati riscontrati, anche per dosaggi molto elevati, significativi effetti collaterali, se non minimi quali stanchezza, diarrea e riduzione dell’appetito.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il CBD ha effetto psicoattivo?</strong></li></ul>



<p>A differenza del THC, il CBD non ha alcuna attività psicotropa, nonostante abbia degli effetti sul cervello, ma non è in grado di generare dipendenza o di creare fenomeni di abuso della sostanza.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Quanto tempo rimane il CBD nel nostro corpo?</strong></li></ul>



<p>Per una somministrazione inalatoria si è riscontrato che possa rimanere in corpo fino a 35 ore mentre per somministrazione orale fino a 5 giorni.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il CBD può creare dipendenza?</strong></li></ul>



<p>Come dicevamo prima, non essendo una sostanza psicoattiva, non sono stati registrati casi di abuso o dipendenza relativi al CBD.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Cosa sono gli alimenti a base di CBD?</strong></li></ul>



<p>Sono alimenti a base di CBD (cannabidiolo), composto non psicoattivo che si trova nella cannabis (canapa e marijuana). Questi alimenti sono utilizzati per calmare e rilassare il corpo e la mente.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Puoi “sballarti” con la canapa?</strong></li></ul>



<p>No, con la canapa non puoi “sballarti” in quanto i livelli di THC sono decisamente bassi.&nbsp;</p>
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		<title>Come conservare la tua Cannabis Light</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2020 11:25:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo vi spiegheremo come conservare al meglio la vostra Cannabis Light, in modo tale da poterla conservare per</p>
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<p>In questo articolo vi spiegheremo come conservare al meglio la vostra Cannabis Light, in modo tale da poterla conservare per un lungo periodo senza non compromettere le sue qualità.</p>



<p>Partiamo dal dirvi che conservare la vostra Cannabis Light in un sacchetto di plastica è una pessima scelta, poiché questo metodo di conservazione non solo ne compromette le qualità ma ne danneggia anche l’aroma, inoltre la bustina il più delle volte è trasparente e fa passare la luce, cosicché non solo accumula calore e favorisce lo sviluppo di umidità ma contribuisce alla la produzione di muffe.</p>



<p>Da questo possiamo già dedurre che sono da evitare per la conservazione, l’alta temperatura, l’esposizione ai raggi UV, l’umidità, l’aria e nei limiti del possibile andrebbero evitati anche gli urti poichè quest’ultimi danneggiano o addirittura possono rompere il corpo dell’infiorescenza.&nbsp;</p>



<p>Per quanto riguarda la temperatura il consiglio è quello di tenerlo in un luogo dove quest’ultima sia mite e costante, evitando di lasciarlo vicino fonti di calore o condizionatori.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1906" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>Il contenitore dove andrete a conservarla ricordatevi che deve essere asciutto e posizionato in un luogo non troppo umido né poco umido, poiché anche la poca umidità può arrecare danni come rendere secche e prive di oli essenziali le vostre cime.</p>



<p>Per una corretta conservazione della Cannabis Light, il tasso di umidità relativa che si consiglia è quello che oscilla tra il 55-62%.&nbsp;</p>



<p>La temperatura che vi consigliamo per la conservazione si aggira intorno ai 25° C, poiché temperature superiori potrebbero fare sviluppare delle muffe abbastanza pericolose, come si deve anche prestare attenzione alle temperature troppo basse, inferiori ai 10° che invece potrebbero alterare l’efficacia dei cannabinoidi rendendole così inutilizzabili.&nbsp;</p>



<p>Al contrario di quanto si può pensare le infiorescenze non amano i raggi UV, è preferibilmente infatti, nonostante la pianta per crescere ami la luce del sole, conservarle al buio o in una confezione schermata per evitare che con le esposizioni ai raggi solari la Cannabis perda progressivamente di efficacia e potenza.</p>



<p>Un altro nemico giurato è il ricircolo dell’aria in quanto questo può favorire il deterioramento della Cannabis.&nbsp;</p>



<p>Sono 4 i metodi di conservazione che sembrano essere quelli risultati più efficaci.</p>



<p>Barattoli con chiusura ermetica. Sono i classici barattoli per conservare la “salsa della nonna”. Non proprio belli da vedere, ma è un ottimo alleato per preservare l’integrità della vostra Cannabis, poiché la chiusura ermetica fa si che il nemico aria non passi.</p>



<p>Evitate di riempirlo eccessivamente e se avete a disposizione un umidificatore commerciale ponetelo vicino ad esso.</p>



<p>Sacchetti sottovuoto di tipo 1. Sono quelli usati per la conservazione sottovuoto degli alimenti. Vi consigliamo di non mettere più di 50-1000 gr di Cannabis in ogni sacchetto, a seconda dalla capacità della macchina sigilla sacchetti. Questo è un metodo che elimina tutta l’aria presente nel sacchetto così da evitare la formazione della muffa, ma la compressione può deteriorare l’aspetto esteriore delle cime mantenendo però intatti aromi e sapori. Può essere definito un metodo a lunga conservazione, perché permette di mantenere il prodotto per lunghi periodi e può anche essere conservato in frigo o in freezer.&nbsp;</p>



<p>Sacchetti sottovuoto di tipo 2. A differenza di quelli di tipo 1 questi sono quelli usati per la conservazione sottovuoto dei vestiti. L’aria viene estratta tramite l’aspirapolvere e a differenza di quelli di tipo 1 sono più robusti e a tenuta stagna. Questo tipo di conservazione è consigliato per i coltivatori stagionali, gli appassionati e per chi fa uso di Cannabis Light per scopi terapeutici. Anche questo tipo di sacchetti è possibile collocarli in frigo o in freezer.&nbsp;</p>



<p>Compressione. Questa è un tipo di conservazione molto artigianale, le cime vengono inserite e pressate dentro degli stampi e poi incartate con molta cura. Con questa metodologia l’aspetto estetico dei fiori viene totalmente compromesso ma le sue qualità rimangono intatte. Ogni volta che se ne avrà la necessità si potrà prenderne un pezzo, e rimarrete piacevolmente sorpresi perché alcune piante riacquistano anche il loro aspetto vaporoso.</p>



<p>Purtroppo non esiste un metodo sicuro e super infallibile per la conservazione della Cannabis per lunghi periodi, tanto che l’ultimo consiglio che ci teniamo a darvi è quello di non conservare comunque la vostra Cannabis Light per periodi superiori ai 12 mesi.&nbsp;</p>
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		<title>Come viene estratta la Cannabis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2020 16:11:00 +0000</pubDate>
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<p>Il CBD prima di poter essere utilizzato deve essere estratto. La pianta che selettivamente raggiunge la più elevata concentrazione di questo cannabinoide è la Canapa, precisamente i suoi fiori.</p>



<p>In questo articolo procederemo con l’analisi dei diversi modi di estrarre il CBD, alcuni più efficienti e più sicuri, e la loro applicazione per particolari condizioni fisiche con le relative modalità d’uso.</p>



<p>Ma prima di entrare nello specifico, vi vogliamo fornire una panoramica su quello che è il processo generale di estrazione.</p>



<p>I diversi metodi vengono utilizzati per separare le componenti della Cannabis dal materiale vegetale, questo fa sì che la pianta venga suddivisa in diverse parti che contengono sostanze chimiche di vario genere.</p>



<p>La Cannabis contiene più di cento cannabinoidi tra cui tetraidrocannabinolo (THC) e cannabidiolo (CBD) e oltre 500 diverse sostanze chimiche tra cui terpeni, flavonoidi ecc.</p>



<p>Le varie tecniche di estrazioni, a seconda dell’interesse che ha il produttore, sono utilizzate per isolare le singole sostanze, ma si può anche pensare di creare un estratto che comprende diversi componenti desiderabili.&nbsp;</p>



<p>A seconda del metodo utilizzato si ottengono diversi estratti di Cannabis, alcuni fatti con metodi naturali, altri con l’utilizzo di solventi.</p>



<p>Gli estratti sono sicuramente più potenti rispetto alle normali cime d’erba poiché hanno una maggiore concentrazione in percentuale di peso.&nbsp;</p>



<p>Procediamo adesso ad analizzare le varie tecniche di estrazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog3-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1893" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog3-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog3-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog3-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog3-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog3-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Estrazione basica del CBD con solvente&nbsp;</strong></p>



<p>Questo tipo di estrazione, è una delle più rudimentali, e consiste nel far scorrere un solvente liquido nella materia vegetale decarbossilata in modo tale che i cannabinoidi e i terpeni presenti nella canapa si separino.</p>



<p>Una volta ottenuto l’estratto, si deve far evaporare il liquido, così da ottenere il famoso olio di CBD.</p>



<p>I solventi che vengono usati più spesso per questa tecnica sono: l’etanolo, l’esano ed il butano.</p>



<p>Questo tipo di estrazione oltre a richiedere pochissime attrezzature e anche molto economica, ma è considerata pericolosa, poiché se non si presta attenzione nell’utilizzare questi prodotti chimici che sono anche altamente infiammabili, si rischiano lesioni.</p>



<p>Inoltre se queste estrazioni non vengono eseguite da personale altamente qualificato e in laboratori professionali, c’è il rischio di contaminare l’olio estratto e mettere in pericolo la vita del consumatore.&nbsp;</p>



<p>Un altro svantaggio può essere quello di estrarre un olio di CBD di scarsa qualità, amaro, denso e scuro poiché con questa tecnica si estraggono anche le altre componenti della pianta quali cere, clorofilla e altre sostanze vegetali.</p>



<p>Dopo aver analizzato questi fattori, si può ben dedurre che è una tecnica sconsigliata e pericolosa per chi vuole produrre gli estratti in casa, poiché ci vogliono delle accortezze che solo delle aziende ben strutturate, serie e professionali possono attuare.</p>



<p><strong>Estrazione di CBD con olio d’oliva&nbsp;&nbsp;</strong></p>



<p>Questa tecnica è quella più utilizzata per l’estrazione domestica, poiché basta un minimo di destrezza ai fornelli e i rischi sono praticamente nulli.</p>



<p>Attraverso il calore dei fornelli, tutti i componenti della pianta vengono attivati cosicché la materia vegetale viene decarbossilata, e viene lasciata scaldare nell’olio per alcune ore.</p>



<p>Si viene così a creare un infusione poiché il CBD e gli altri cannabinoidi si legano ai grassi dell’olio, poi si procederà a fare raffreddare e la materia vegetale verrà eliminata in quanto priva del CBD ormai presente nell’olio.&nbsp;</p>



<p>Un pò come all’estrazione con il solvente, il controllo sull’estratto è molto ridotto, e inoltre con questa tecnica si ottengono concentrazioni molto basse di CBD rispetto ai metodi più professionali, da non permettere di introdurre questo prodotto sul mercato, ma di farne un utilizzo prettamente casalingo.&nbsp;</p>



<p><strong>Estrazione di CBD senza solventi (a mano)&nbsp;</strong></p>



<p>Ebbene sì, si può estrarre il CBD senza solventi, tramite pressione, sfregamento o calore.&nbsp;</p>



<p>Un metodo molto utilizzato per produrre un kief ad altro concentrato di CBD è quello che sfrutta l’acqua e lo sfregamento.</p>



<p>Questo procedimento è molto semplice, basta congelare e scrollare, per poi raccoglierle sotto forma di concentrato le piccole ghiandole presenti sui fiori di canapa contenenti il CBD.</p>



<p>Un altro metodo è quello per fare il rosin di CBD, che si ottiene tramite il calore e la pressione diretta sulle infiorescenze della canapa per estrarne così un olio naturale.</p>



<p>Queste tecniche però sia per produttori che per consumatori risultano poco pratiche e hanno una resa piuttosto scarsa.</p>



<p><strong>Estrazione di CBD con CO₂ supercritica&nbsp;</strong></p>



<p>Considerato uno dei miglior metodi per estrarre la CBD, l’estrazione con CO₂&nbsp;&nbsp;consiste nel manipolare quest’ultima affinché raggiunga lo stato supercritico così che possa acquisire sia la qualità di un liquido che di un gas.</p>



<p>È una tecnica altamente avanzata e personalizzabile dalla quale si ottiene il meglio dalle piante di canapa.</p>



<p>Questo consente di estrarre concentrati sicuri e puri, senza l’utilizzo di agenti contaminanti.</p>



<p>L’anidride carbonica prodotta viene fatta passare tra le infiorescenze della Cannabis per dissolvere i terpeni e i cannabinoidi a diverse temperature e angolazioni a seconda delle loro solubilità attraverso il frazionamento.&nbsp;</p>



<p>Questa tecnica permette di raccogliere selettivamente i cannabinoidi e tutti gli altri componenti che si vogliono estrarre evitando sprechi estraendo le parti superflue.</p>



<p>Ma questo processo è anche uno dei più costosi e poco pratico in quanto solo i produttori più “impegnati” lo possono attuare.</p>
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		<title>La legalità del THC e del CBD in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2020 15:45:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un vero e proprio boom ha attraversato il nostro paese negli ultimi anni dei prodotti a base di CBD, ma</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un vero e proprio boom ha attraversato il nostro paese negli ultimi anni dei prodotti a base di CBD, ma ad oggi tutti i consumatori non sono ancora convinti della legalità di questi prodotti, poiché a livello normativo c’è ancora tanta confusione e la disinformazione sull’argomento regna sovrana.</p>



<p>Se avete già letto i nostri articoli, uno in particolare parlava della differenza tra le due sostanze contenute nella Cannabis, il THC e il CBD.</p>



<p>Se non avete ancora avuto modo di leggerli, vi forniamo una piccola panoramica su quelle che sono le principali differenze tra i due principi attivi.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="459" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog1-1024x459.jpg" alt="" class="wp-image-1895" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog1-1024x459.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog1-300x134.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog1-768x344.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog1-1536x688.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog1-2048x917.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog1-1200x537.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sono due sostanze entrambe derivate dalle piante della Cannabis, entrambe cannabinoidi ma si differenziano dagli effetti che generano, poiché il THC ha un effetto psicoattivo non presente invece nel CBD.</p>



<p>L’effetto psicotropo del THC fa si che questo sia illegale in diversi paesi, al contrario del CBD che invece è legale in tantissimi paesi, poiché ha un effetto prettamente rilassante o addirittura in grado di attenuare gli effetti del THC.&nbsp;</p>



<p>Il CBD per i suoi effetti antinfiammatori, distensivi e rilassanti, viene impiegato in tantissimi settori, come quello alimentare, cosmetico e anche in ambito farmaceutico.</p>



<p>Assumere CBD non comporta alcun tipo di alterazione psicologica ne produce effetti collaterali, in quanto le sue proprietà sono neuroprotettive, antipsicotiche e antispasmodiche.</p>



<p>L’attuale legge in vigore nel nostro paese,&nbsp;<strong>legge 242 del 2016,&nbsp;</strong>entrata in vigore nel gennaio 2017, indica tutto ciò che c’è da sapere a proposito del consumo, della vendita e della coltivazione del CBD, definendo i prodotti a base di Cannabis Light legali, purché questi ultimi rispettino determinate linee guida.</p>



<p>I livelli di THC consentiti per legge sono inferiori allo 0,06%, in considerazione che questo contenuto così basso non è in grado di generare effetti psicotropi, a differenza di uno spinello normale dove il THC è compreso tra il 5 e l’8 %, motivo per cui in questi casi è vietata la vendita e il consumo.</p>



<p>Per quanto riguarda i prodotti contenenti il CBD la vendita è consentita quando si tratta di articoli ad uso tecnico. Va ricordato inoltre che la canapa legale in Italia è la fonte di approvvigionamento più importante di CBD lecita.&nbsp;</p>



<p>Dal punto di vista normativo, nulla viene detto in riferimento al tipologia di acquisto che l’acquirente può fare, online o offline.&nbsp;</p>



<p>Chiunque può ordinare i prodotti su internet e consumarli, la varietà è molto ampia, si passa dalle bevande alle tisane, dalle bustine ai vestiti, fino ad arrivare persino alle torte.&nbsp;</p>



<p>La legge non si è mai espressa sull’utilizzo ricreativo della cannabis light, che quindi può essere usata anche per fare dolci, infusi etc… .&nbsp;</p>



<p>L’unico accorgimento è quello che nel caso in cui si venga trovati in possesso di cannabis light si deve dimostrare che il prodotto sia stato acquistato legalmente.</p>
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