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	<title>canapa Archivi - Che maria</title>
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		<title>Domande e risposte sugli effetti del CBD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2020 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[canapa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qual è la differenza tra Cannabis e Canapa? In realtà non c’è una vera e propria differenza, poiché parliamo della</p>
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<ul class="wp-block-list"><li><strong>Qual è la differenza tra Cannabis e Canapa?</strong></li></ul>



<p>In realtà non c’è una vera e propria differenza, poiché parliamo della stessa pianta, che poi ha una sua ulteriore suddivisione in Indica e Sativa. La differenza sta nelle caratteristiche e nelle applicazioni per la quale verrà scelta una varietà rispetto ad un altra sia in ambito terapeutico o industriale.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Che cosa sono i Cannabinoidi?</strong></li></ul>



<p>Sono composti capaci di legarsi con i recettori del Sistema Endocannabinoide. </p>



<p><em>Si possono distinguere in</em>: </p>



<ol class="wp-block-list"><li>CANNABINOIDI SINTETICI: sono prodotti in laboratorio a scopo terapeuticoo per ricerca scientifica.</li><li>ENDOCANNABINOIDI: li produciamo all’interno del nostro corpo. </li><li>FITOCANNABINOIDI: sono presenti nelle piante di Cannabis e i più studiati e quindi conosciuti sono il CBD e il THC. </li></ol>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Quali sono le differenze tra Cannabis, Cannabinoidi e Canapa?</strong></li></ul>



<p>Per Cannabis e Canapa, come spiegavamo prima, si intende tutta la pianta, e come dicevamo prima ne esistono due specie: Sativa e Indica. Nella pianta troviamo poi i cannabinoidi meglio definiti come fitocannabinoidi che sono il THC e il CBD. Altri cannabinoidi conosciuti sono gli endocannabinoidi autogenerati dal nostro corpo. </p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Che cosa sono i Terpeni? </strong></li></ul>



<p>Sono, detto in modo molto volgare, quei composti che danno il sapore e l’aroma alle diverse varietà di Cannabis. Sono delle molecole che posseggono una moltitudine di proprietà benefiche e sono ad alta volatilità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-1024x610.jpg" alt="" class="wp-image-1907" width="586" height="349" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-1024x610.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-300x179.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-768x457.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-1536x915.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-2048x1220.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis2-1200x715.jpg 1200w" sizes="(max-width: 586px) 100vw, 586px" /></figure>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Cos&#8217;è il CBD? </strong></li></ul>



<p>Il CBD è il componente attivo della Cannabis Sativa ed è il principale componente del Fitocannabinoide.&nbsp;&nbsp;Per i benefici che apporta, in quanto antiossidante, antinfiammatorio, analgesico e neuroprotettore sta riscontrando particolare interesse di studio da parte della Comunità Medico Scientifica.</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Quanto <strong>ci mette il CBD a fare effetto? </strong></li></ul>



<p>Ad oggi in letteratura è documentato che l’effetto maggiormente rapido si ottiene mediante la somministrazione per via inalatoria (5-10 minuti), mentre per quanto riguarda la via di somministrazione orale un aumento della concentrazione plasmatica del CBD inizia a verificarsi dopo 1 ora (probabile inizio degli effetti del CBD), raggiungendo il picco dopo circa 3 ore; successivamente inizia ad essere eliminato attraverso le feci e le urine. In uno studio è stato riportato come il picco di CBD nelle urine dopo somministrazione orale di &gt;150mg si è registrato dopo 6 ore. Si potrebbe pertanto dedurre che l’effetto del CBD possa durare per almeno 6 ore.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Quali sono gli effetti del CBD?</strong></li></ul>



<p>I principali effetti del CDB sono quelli di allentare la tensione e farti sentire rilassato. Questi effetti sono però percepiti da ognuno di noi in maniera diversa, tanto che è consigliabile iniziare con delle piccole dosi per testare la reazione del nostro organismo a questo principio attivo.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il CBD ha effetti collaterali?</strong></li></ul>



<p>Dagli studi non sono stati riscontrati, anche per dosaggi molto elevati, significativi effetti collaterali, se non minimi quali stanchezza, diarrea e riduzione dell’appetito.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il CBD ha effetto psicoattivo?</strong></li></ul>



<p>A differenza del THC, il CBD non ha alcuna attività psicotropa, nonostante abbia degli effetti sul cervello, ma non è in grado di generare dipendenza o di creare fenomeni di abuso della sostanza.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Quanto tempo rimane il CBD nel nostro corpo?</strong></li></ul>



<p>Per una somministrazione inalatoria si è riscontrato che possa rimanere in corpo fino a 35 ore mentre per somministrazione orale fino a 5 giorni.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il CBD può creare dipendenza?</strong></li></ul>



<p>Come dicevamo prima, non essendo una sostanza psicoattiva, non sono stati registrati casi di abuso o dipendenza relativi al CBD.&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Cosa sono gli alimenti a base di CBD?</strong></li></ul>



<p>Sono alimenti a base di CBD (cannabidiolo), composto non psicoattivo che si trova nella cannabis (canapa e marijuana). Questi alimenti sono utilizzati per calmare e rilassare il corpo e la mente.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Puoi “sballarti” con la canapa?</strong></li></ul>



<p>No, con la canapa non puoi “sballarti” in quanto i livelli di THC sono decisamente bassi.&nbsp;</p>
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		<title>Come conservare la tua Cannabis Light</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2020 11:25:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[canapa]]></category>
		<category><![CDATA[canapa light]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis light]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo vi spiegheremo come conservare al meglio la vostra Cannabis Light, in modo tale da poterla conservare per</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questo articolo vi spiegheremo come conservare al meglio la vostra Cannabis Light, in modo tale da poterla conservare per un lungo periodo senza non compromettere le sue qualità.</p>



<p>Partiamo dal dirvi che conservare la vostra Cannabis Light in un sacchetto di plastica è una pessima scelta, poiché questo metodo di conservazione non solo ne compromette le qualità ma ne danneggia anche l’aroma, inoltre la bustina il più delle volte è trasparente e fa passare la luce, cosicché non solo accumula calore e favorisce lo sviluppo di umidità ma contribuisce alla la produzione di muffe.</p>



<p>Da questo possiamo già dedurre che sono da evitare per la conservazione, l’alta temperatura, l’esposizione ai raggi UV, l’umidità, l’aria e nei limiti del possibile andrebbero evitati anche gli urti poichè quest’ultimi danneggiano o addirittura possono rompere il corpo dell’infiorescenza.&nbsp;</p>



<p>Per quanto riguarda la temperatura il consiglio è quello di tenerlo in un luogo dove quest’ultima sia mite e costante, evitando di lasciarlo vicino fonti di calore o condizionatori.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1906" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/chemaria_blog_cannabis3-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>Il contenitore dove andrete a conservarla ricordatevi che deve essere asciutto e posizionato in un luogo non troppo umido né poco umido, poiché anche la poca umidità può arrecare danni come rendere secche e prive di oli essenziali le vostre cime.</p>



<p>Per una corretta conservazione della Cannabis Light, il tasso di umidità relativa che si consiglia è quello che oscilla tra il 55-62%.&nbsp;</p>



<p>La temperatura che vi consigliamo per la conservazione si aggira intorno ai 25° C, poiché temperature superiori potrebbero fare sviluppare delle muffe abbastanza pericolose, come si deve anche prestare attenzione alle temperature troppo basse, inferiori ai 10° che invece potrebbero alterare l’efficacia dei cannabinoidi rendendole così inutilizzabili.&nbsp;</p>



<p>Al contrario di quanto si può pensare le infiorescenze non amano i raggi UV, è preferibilmente infatti, nonostante la pianta per crescere ami la luce del sole, conservarle al buio o in una confezione schermata per evitare che con le esposizioni ai raggi solari la Cannabis perda progressivamente di efficacia e potenza.</p>



<p>Un altro nemico giurato è il ricircolo dell’aria in quanto questo può favorire il deterioramento della Cannabis.&nbsp;</p>



<p>Sono 4 i metodi di conservazione che sembrano essere quelli risultati più efficaci.</p>



<p>Barattoli con chiusura ermetica. Sono i classici barattoli per conservare la “salsa della nonna”. Non proprio belli da vedere, ma è un ottimo alleato per preservare l’integrità della vostra Cannabis, poiché la chiusura ermetica fa si che il nemico aria non passi.</p>



<p>Evitate di riempirlo eccessivamente e se avete a disposizione un umidificatore commerciale ponetelo vicino ad esso.</p>



<p>Sacchetti sottovuoto di tipo 1. Sono quelli usati per la conservazione sottovuoto degli alimenti. Vi consigliamo di non mettere più di 50-1000 gr di Cannabis in ogni sacchetto, a seconda dalla capacità della macchina sigilla sacchetti. Questo è un metodo che elimina tutta l’aria presente nel sacchetto così da evitare la formazione della muffa, ma la compressione può deteriorare l’aspetto esteriore delle cime mantenendo però intatti aromi e sapori. Può essere definito un metodo a lunga conservazione, perché permette di mantenere il prodotto per lunghi periodi e può anche essere conservato in frigo o in freezer.&nbsp;</p>



<p>Sacchetti sottovuoto di tipo 2. A differenza di quelli di tipo 1 questi sono quelli usati per la conservazione sottovuoto dei vestiti. L’aria viene estratta tramite l’aspirapolvere e a differenza di quelli di tipo 1 sono più robusti e a tenuta stagna. Questo tipo di conservazione è consigliato per i coltivatori stagionali, gli appassionati e per chi fa uso di Cannabis Light per scopi terapeutici. Anche questo tipo di sacchetti è possibile collocarli in frigo o in freezer.&nbsp;</p>



<p>Compressione. Questa è un tipo di conservazione molto artigianale, le cime vengono inserite e pressate dentro degli stampi e poi incartate con molta cura. Con questa metodologia l’aspetto estetico dei fiori viene totalmente compromesso ma le sue qualità rimangono intatte. Ogni volta che se ne avrà la necessità si potrà prenderne un pezzo, e rimarrete piacevolmente sorpresi perché alcune piante riacquistano anche il loro aspetto vaporoso.</p>



<p>Purtroppo non esiste un metodo sicuro e super infallibile per la conservazione della Cannabis per lunghi periodi, tanto che l’ultimo consiglio che ci teniamo a darvi è quello di non conservare comunque la vostra Cannabis Light per periodi superiori ai 12 mesi.&nbsp;</p>
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		<title>CBD e THC: quali sono le differenze tra le due sostanze</title>
		<link>https://www.chemaria.it/2020/07/07/cbd-e-thc-quali-sono-le-differenze-tra-le-due-sostanze/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 01:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due sostanze importanti sono presenti nelle piante di Cannabis. Il CBD acronimo di cannabidiolo e THC acronimo di tetraidrocannabidiolo. Quando</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Due sostanze importanti sono presenti nelle piante di Cannabis. Il CBD acronimo di cannabidiolo e THC acronimo di tetraidrocannabidiolo.</p>



<p>Quando la Cannabis è ricca di CDB non è psicoattiva, e si riscontrano notevoli benefici medici, poiché è una valida alternativa per alleviare il dolore, le infiammazioni, l’ansia, i crampi e molto altro.</p>



<p>Mentre se il composto chimico della Cannabis è ad elevato contenuto di THC, diventa una sostanza psicoattiva e responsabile dell’azione euforizzante. Questo principio interagendo con i recettori dei cannabinoidi presenti in alcune aree del cervello, li va ad attivare e influisce sulla percezione del pensiero, della gioia, della concentrazione e sulla percezione temporale e sensoriale di una persona.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quindi la principale differenza tra i due principi attivi è la psicoattività.&nbsp;</h3>



<p>Nel nostro organismo sono presenti dei recettori&nbsp;di cannabinoidi chiamati CB1, con quest’ultimo il THC si lega facilmente mentre il CBD non crea un legame così forte da poter generare gli effetti che invece vengono indotti dall’uso del THC.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_blog_chemaria4-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1865" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_blog_chemaria4-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_blog_chemaria4-1-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_blog_chemaria4-1-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_blog_chemaria4-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_blog_chemaria4-1-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_blog_chemaria4-1-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h4 class="wp-block-heading">È sbagliato pensare che la Cannabis sia solo una pianta che sballa la gente, poiché in realtà è un&#8217;interazione complessa di molecole attive che creano effetti terapeutici molto importanti per il nostro organismo.&nbsp;</h4>



<p>Quando si scoprirono negli anni ‘80 i recettori&nbsp;endocannabinoidi CB1, si cominciarono anche a studiare gli effetti associati al THC e al fumo di Cannabis.&nbsp;</p>



<p>La psicoattività del THC non colpisce tutti allo stesso modo, poiché ognuno di noi somatizza in maniera diversa.&nbsp;</p>



<p>Dopo questa scoperta, viene individuata un&#8217;altra classe di recettori con i quali il THC si lega parzialmente, i recettori CB2 con i quali tende a generare un effetto antinfiammatorio.&nbsp;</p>



<p>Ma visto e considerato che la Cannabis è stata categorizzata come sostanza senza alcun beneficio medico, molte ricerche si sono focalizzate sul studiare i suoi pericoli e non i suoi potenziali benefici.&nbsp;</p>



<p>Successivamente è stato dimostrato che i pazienti che utilizzano Cannabis contenente THC riscontrano sollievo in diverse patologie, poiché stimola il sistema endocannabinoide , includendo non solo i recettori cannabinoidi , ma anche i cannabinoidi prodotti dal corpo, più gli enzimi responsabili della loro degradazione.&nbsp;</p>



<p>Negli ultimi anni il CBD da principio della Cannabis poco discusso è diventato la parola medica del momento.</p>



<p>Il CBD è un principio attivo promiscuo, in quanto è capace di attivare diverse classi di recettori, quali quello della serotonina, motivo per il quale è un ottimo ansiolitico, quelli TRPV1 che sono responsabili della percezioni del dolore, e tanti altri.</p>



<p>A differenza però del THC, il CBD ha scarsa influenza sui due principali recettori endeocannabinoidi, motivo per il quale non genera alcun rischio di dipendenza e viene tollerato dal nostro organismo con pochissimi effetti collaterali</p>



<p>Dopo una panoramica sui due principi attivi, possiamo vedere come questi due combinati tra loro possono essere usati a scopi terapeutici.</p>



<p>Ricordandoci sempre che ognuno di noi comunque reagisce in maniera diversa, possono essere però delineate delle combinazioni per specifici usi.</p>



<p>Il rapporto 20% THC: 1% CBD vengono spesso utilizzati per alleviare dolore cronico, insonnia, dolore neuropatico, stress, spasmi muscolari, cancro e depressione. Il rapporto 6% THC: 8% CBD riscontra successo nella cura dell’insonnia, del dolore neuropatico, di spasmi, cancro e Sclerosi Multipla.</p>



<p>Il rapporto 1% THC: 9% CBD prescritti prevalentemente per pazienti che non hanno mai avuto esperienza con la Cannabis e per contrastare l’epilessia.</p>



<p>Queste sono alcune delle combinazioni più popolari presenti sul mercato, ma considerando sempre che ogni organismo risponde in modo diverso, è chiaro che si deve trovare la giusta combinazione a seconda del caso specifico e del suo utilizzatore.&nbsp;</p>
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		<title>STORIA DEL CBD E DEL THC</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 19:33:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Che Maria Blog]]></category>
		<category><![CDATA[canapa]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno dei farmaci che nel corso della storia della farmacologia è stato prescritto in un determinato periodo come una sorta</p>
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<p>Uno dei farmaci che nel corso della storia della farmacologia è stato prescritto in un determinato periodo come una sorta di cura di tutti i mali, poi trascurato e addirittura proibito, è la Cannabis.&nbsp;</p>



<p>La Cannabis ha una storia millenaria che testimonia la sua ampia utilità per molti scopi, come fibra, cibo e medicina, al di là del suo uso (illegale) come sostanza psicotropa.&nbsp;</p>



<p>In Asia orientale la pratica di coltivare cannabis da cui estrarre fibre e semi oleosi era già praticata nel 4000 a.C. ma per il suo utilizzo come sostanza psicoattiva dovremmo aspettare ancora qualche anno.</p>



<p>Non si è a conoscenza se già si conoscessero le proprietà ai tempi e se si scegliessero di proposito i tipi di cannabis con l’effetto psicotropo più alto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_chemaria_blog2-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-1848" srcset="https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_chemaria_blog2-1024x683.jpg 1024w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_chemaria_blog2-300x200.jpg 300w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_chemaria_blog2-768x512.jpg 768w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_chemaria_blog2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_chemaria_blog2-2048x1365.jpg 2048w, https://www.chemaria.it/wp-content/uploads/2020/07/articolo_chemaria_blog2-1200x800.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Cannabis marijuana leaf closeup dark background. leaves of a marijuana</figcaption></figure>



<p>Il ritrovamento all’interno di un incensiere funebre risalente a 2500 anni fa, induce a pensare, considerata l’elevata concentrazione di tetraidrocannabiolo, che non fosse più utilizzata solo per l’estrazione di fibre e semi, ma che ci furono già i primi utilizzi della Cannabis&nbsp;&nbsp;per le sue proprietà psicoattive.</p>



<p>Si pensa che la Cannabis fosse anticamente utilizzata per le sue proprietà psicoattive nelle regioni montuose, complice il fatto che la maggior quantità dei raggi UV ricevuti dalle piante stimolano la produzione del principio attivo, così da avere una pianta con effetti più marcati.</p>



<p>La posizione geografica di questa scoperta, Asia centro-orientale, epicentro della Via della Seta, vettore cruciale per gli scambi culturali ed economici, fece sì che questa sostanza si diffuse nel resto del mondo.&nbsp;</p>



<p>Aspetteremo poi fino al&nbsp;1940 quando il CBD fu isolato dalla cannabis, per avere riscontri scientifici più validi, anche se l’attenzione che ricevette fu di breve durata poiché precursore non attivo del THC.</p>



<p>Quest’ultimo, invece, fu estratto per la prima volta nel 1942 e divenne così il più famoso, potente, abbondante e attivo dei cannabinoidi.&nbsp;</p>



<p>Questo fu però un errore in quanto vennero trascurate le potenzialità terautiche del CBD per molti anni.&nbsp;</p>



<p>La ricerca si è spesso concentrata sugli aspetti chimici della pianta e di come potessero essere usati altrove piuttosto di come potessero interagire naturalmente tra loro e con il cervello dei mammiferi.</p>



<p>L’uso medico della Cannabis è stato, particolarmente nella storia moderna, ostacolato da vari problemi sociali, etici ed economici, ma che adesso sono stati riconsiderati in quanto, dopo approfonditi studi scientifici, si è arrivato a sfatare il mito di sostanza di abuso, potente risorsa del racket, abbandonata dalla comunità scientifica e protagonista di lunghi e accesi dibattiti da parte dell’opinione pubblica, poiché si è avuta la prova dell’efficacia e la sicurezza dei farmaci a base di cannabinoidi.&nbsp;</p>



<p>Inoltre, le varie proprietà teraupetiche della Cannabis si basano sulla ripresa di osservazioni fatte attraverso il suo uso per scopi medici in tutte le principali culture antiche attraverso i secoli e non derivano da nuove scoperte.</p>



<p>I nuovi studi hanno solo fornito le prove della sicurezza e dell’efficacia della Cannabis nel trattamento di numerose patologie, utilizzando estratti con un contenuto noto di cannabinoidi o molecole attive purificate (o anche sintetizzate). Adesso la cose stanno cambiando, con un ritorno al passato, la percezione del valore e del potenziale della Cannabis sta cambiando. </p>
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